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Un gabbiano a passeggio per la città

1 Apr

Era tanto tempo che non camminavo piano. Concedersi una certa lentezza permette di cogliere il vuoto.
Soprattutto ora che non si può, vieni, gironzoliamo per la città di notte.
Blu, luna, lampioni, silenzio.
I nostri passi sulle pietre lucide rimbalzano sulle insegne di una volta.
Dietro un angolo si allarga una piazza. Quanto spazio quieto. Ha ospitato tanti eventi, tanti incontri, sorrisi e lacrime e proposte di matrimonio. Ora è tutto per la musica che ci vuoi mettere tu.
Qual è la strada migliore? Scegli liberamente quale percorrere.
Incontriamo un gabbiano che passeggia. Guarda le vetrine. Ci sarà qualcosa di suo gusto? Si vede che è un tipo di classe: ben pettinato e con un portamento nobile. Dove avrà lasciato cilindro e monocolo? Un gagà-bbiano. Sembra uscito a fare due passi per schiarirsi le idee. Cerca ispirazione per il suo prossimo romanzo.
Allarga le ali e va a mettere del bianco nel nero tra i tetti della metropoli.
Chi insegna a volare?
Una palma che cresce in cima a un monte.
Zebre sul bianco della neve.
Navi che scalano montagne.
Chi dice che non è possibile?
Mi sdraio un poco qui e ti faccio dei disegni.

Trovi una busta sul tuo tavolo

1 Feb

Trovi una busta sul tuo tavolo.
È chiusa con della ceralacca, e c’è scritto il tuo nome sopra, dello stesso colore del sigillo.
La apri. Tick.
Dentro c’è un foglio scritto a mano.
Dice così:

Trovi una busta sul tuo tavolo.
È chiusa con della ceralacca, e c’è scritto il tuo nome sopra, dello stesso colore del sigillo.
Chi te l’ha mandata? Hai qualche sospetto. Ti guardi sorridere allo specchio.
La apri. Tick.
Dentro c’è un foglio di carta che profuma di carta. 
Inchiostro azzurro, danza di pennino, onde di parole in bella calligrafia, per navigare verso isole tranquille.
Metti della musica, o lasci suonare la stanza?
Siediti per leggere questa lettera.
Dice così:

Trovi una busta sul tuo tavolo.
È chiusa con della ceralacca, e c’è scritto il tuo nome sopra, dello stesso colore del sigillo.
Com’è finita qui? Chi è entrato nella stanza? Non vive nessun altro qui.
Un brivido di freddo. La finestra è aperta.
Sbirci fuori; non c’è nessuno.
Le uniche informazioni che puoi ricavare sono contenute in quella busta.
La apri piano.
Un foglio stropicciato. È scritto a mano. Inchiostro nero.
Dice così:

Trovi una busta sul tuo tavolo.
È chiusa con della ceralacca, e c’è scritto il tuo nome sopra, dello stesso colore del sigillo.
La apri.
Dentro c’è una busta più piccola col tuo nome scritto sopra.
La apri.
Dentro c’è una bustina più piccola ancora col tuo nome scritto sopra.
La apri.
Dentro c’è una piccolissima bustina col tuo nome scritto a minuscole letterine.
La apri.
C’è un biglietto.
Dice così:

Trovi una busta sul tuo tavolo.
È chiusa con della ceralacca, e c’è scritto il tuo nome sopra, dello stesso colore del sigillo.
Non la apri subito, la tieni per un momento speciale, per leggerci ciò che vorrai tu.

Lavatrice

1 Lug

L’estate è un’eternità bambina. Oggi mi sono svegliato con questa frase in testa.
D’estate il tempo passa in un altro modo, tutto suo: il caldo lo scioglie e diventa melassa. Sembra rallentato, in realtà scivola, più veloce, velocissimo, e sono già trascorse mille estati.
E si è adulti. Adulti.
Pomeriggi lamentandosi di un sole cocente, sere profumati di fresco, notti con gli amici – di sempre o di un’estate – a teorizzare la vita fino all’alba. Le risate che chissàperchésirideva.
Il cuore è un lampione.
“Ci sono luoghi che ricorderò per tutta la vita anche se qualcuno è cambiato”.
Terra ocra, corse coi sandali, biglie di vetro. Botteghe di paese che non hanno fretta.
Nuove piazze e nuovi tetti.
Un vinile degli anni 30 suona in una finestra.
Campi di grano, campi di fiori, campi di girasoli.
L’autostrada. File di alberi.
I ricordi restano incastonati laggiù. Diapositive musicate.
«Andiamo a fare un giro?»
«Accendi la radio.»
«Cantiamo?»
«Andiamo a tuffarci.»
«Cosa leggi?»
«Sono belle le nuvole.»
«Sei bella tu.»
Viviamo in una lavatrice. Ma tu sai stendere al meglio i miei ricordi.
Ti meriti un ghiacciolo.

Quando tu stai tanto con te

1 Giu

Blu.
Qualche puntino.
Un pianoforte che suona nella notte.
Nel buio ti traghetta attraverso il tempo.
Vorresti viaggiare nello spazio, invece sei su un treno che non ferma alle stazioni di quando potevi, quando avresti potuto, quando non sai come sarà.
Ti senti galleggiare nel blu, senza riferimenti. Solo un pianoforte di cui ogni tasto apre album di fotografie che avevi dimenticato. Come li hanno trovati? Li avevi nascosti così bene…
Eri proprio una persona diversa. Neanche ti riconosci, eppure vorresti avvisare quella figura di non fare certe scelte… Ma non ti sente, è troppo immersa nel blu del tempo.
Gioca male una partita che farà perdere te.
E unghie di luna nel blu. Ripariamo il tempo. Sarebbe così semplice…
Possibile che si nuoti sempre da soli?
Quando tu stai tanto con te. Quel pianoforte inizia a suonare.
Lo suonava così bene…
E ora ci sei solo tu, e suona così… Così.
L’assenza è una presenza che non ti abbandona mai.
Notti da pittori.
Dove mettere le parole?
Plin, plin, plin.
Plin, plin, plan.
Plin, plan, plin.
Plin.
Plin.
Blu.
Ti sveglio. Avevi un respiro agitato. Ti calmo con una carezza. Siamo qui, va tutto bene. Vieni, andiamo a suonare insieme queste nuove parole.

la musica della luce

1 Feb

Sono in macchina. In coda. Nell’auto davanti a me, attraverso il lunotto, vedo lo specchietto retrovisore: riflesso c’è un frammento di viso che mi ricorda te.
Vorrei scrivertelo.
Lo annoto qui.

Penso a come sarebbe essere in quella macchina con te. In un viaggio. Verso chissà dove, non è importante. L’importante è voltarmi verso di te, e vederti lì, a viaggiare con me, verso chissà dove.
La musica.
Musica.

Canzoni casuali.
Canzoni per te.
Una canzone per te.
Tu e la musica e il paesaggio che scorre fuori dal finestrino.
La luce del sole al tramonto. Attorno a noi e a colorare la tua espressione.
Canzoni trash da cantare forte.
Canzoni di colonne sonore di film che hanno fatto da colonna sonora alla nostra vita. E ora a questo momento.
Ormai che ho imparato a sognare non smetterò.

Vorrei ritrarti in infiniti modi. Vorrei farlo con la musica. Potrei provarci con le parole.

Vorrei farti il ritratto di un viaggio in macchina.

una barchetta sotto il cielo stellato

1 Nov

Il mare sembra nero, ma è blu.
E le nuvole sono disegni.
Non ti preoccupare.
Non avercela con loro.
Non avercela con nessuno.
Goditi questo momento di silenzio in cui sei con te. Tu e te.
Lenzuola fin sopra la testa.
Sotto, tutti i tuoi sogni.
Arcobaleni, storie, musiche e personaggi inventati.
Porta con te, su questa barchetta sotto il cielo stellato, tutte le cose che ti fanno bene, tutte le persone che ti vogliono bene. Tienile strette.
Non lasciare che la corrente le porti via.
Il mare sembra nero, ma è blu.
Cosa ti rimane di tutte le preoccupazioni? Nulla.
Cosa ti rimane di tutti i ricordi? Il Bello.

le impalcature di notte fumano sigarette guardando la luna

1 Giu

Le impalcature di notte fumano sigarette guardando la luna. I lampioni si dedicano agli acquerelli.
Tu riposi sul divano, guardando le ombre sul soffitto; una piccola luce gialla. Ti versi mezzo bicchiere di qualcosa, non è importante che cosa, vuoi solo sentire un sapore, mentre pensi a tutte le cose che vorresti scrivere. Questa sensazione… meglio in parole o in note? Forse dovresti avere una pipa – ti dici.
I tuoi piedi si stiracchiano.
Vorresti mettere un po’ di musica col giradischi, ma non ti alzi da lì, le ombre hanno altro da raccontarti. Pensi con rassegnazione che sarebbe proprio ora di cambiare pigiama.
I disegni dei viaggi, altre atmosfere da respirare. Ci sono così tante cose da fare e storie da raccontare… Hai voglia di parole ruvide su tela sudata.
Questo peso ti schiaccia sotto il cielo stellato: è una di quelle notti.
Stringi a te una piccola scatolina di carta. È la cosa a cui tieni di più.
Dentro ci sono io.
E sono qui proprio per aiutarti a realizzare tutto ciò che desideri.