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A Night at the Opera

1 Mag

Personaggi:
Foglio bianco
Penna stilografica
Pastello azzurro
Pastello giallo
Tutte le parole (tranne una)
Maggiordomo
Vittima che sta bene
Detective che si sente inutile
Stuntman in fiamme
Suonatore di tromba
Pianoforte che segretamente sogna di diventare una chitarra
Picasso
Collage di Matisse
Leonardo da un paese vicino a Vinci
Groucho Marx
Sosia di Ernest Hemingway
Vecchio
Mare
Musicassetta
Haruki Murakami (non lo scrittore, un omonimo)
Colonnello di KFC
Persona che regge cartello con scritto “Continua…”
Tizio che somiglia a Topolino



SIPARIO SI APRE

Da una parte entri tu, dall’altra parte entro io.
Ci avviciniamo e ci incontriamo al centro del palco.

Pronunciamo lo spazio lasciato dai versi quando si va a capo, arrivando poi a cantare la parte non incisa tra una canzone e l’altra.

Ci abbracciamo.

Entra persona che regge cartello con scritto “Continua…”

SIPARIO SI CHIUDE

ottone

1 Apr

Una tromba suona nella notte.
Tu fumi sul balcone. Non ho mai gradito molto il fumo, ma tra le tue labbra assume un fascino orientale.
Fuori la notte si trascina. La luce della finestra sembra la porta di un altro mondo su questo nero; il nostro mondo.
Un quadrato giallo nel nero.
Dall’altra parte del cortile altri quadrati nel buio.
Altre storie.
Un bambino piange da qualche parte.
La tromba suona.
Socchiudi gli occhi, e inizi a cantare.
Voce, tromba, bambino, notte, città.
Un concerto per questo cortile. Un concerto diverso per ogni ascoltatore. Nessun ascoltatore fortunato come me però: ho il posto migliore.
La tua bocca canta con la disperazione di mille storie che necessitano di essere ascoltate. Storie di altre epoche, storie di altri spazi.

Poi i tuoi occhi decidono che è il momento di prendermi per mano e condurmi in cucina. Seguo i tuoi drappi che nuotano sulle note di ottone.
Mi mostri una piccola scatolina, piena di bottoni. Sono bottoni tutti diversi, alcuni più nuovi, alcuni più usurati. Ne prendi uno alla volta e, per ognuno, mi racconti una favola.

Mentre mi conduci per questi viaggi, il nero fuori dal nostro quadrato comincia a farsi più chiaro. La tromba smette di suonare, le danno il cambio gli uccellini.
Questi suoni saranno per altri quadrati, che racconteranno altre storie con altre note: noi ci addormentiamo abbracciati.