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una capanna di coperte

1 Nov

Arancione.
Di foglie, di zucche, di cappottini autunnali.
Anche il tramonto.
Ragazzini si ritrovano per fare i grandi.
Ragazzi si ritrovano per fare i ragazzini.
C’è da inventarsi qualcosa per la serata. Una festa, un costume, una cena, un cinema, un uscire.
Prendi quella coperta lì, quella che fa lo strano effetto sulle dita, io intanto scelgo un profumo e una musica; mettiamoci sul divano.
Il vapore di una cosa calda.
Raccontami del volo degli uccelli.
Raccontiamoci di quando stanno nel nido.
Dei pullman di scuola tra le foglie cadute.
Lasciamo gli altri correre tra le luci al neon.
Noi spegniamo.
Facciamoci una capanna di coperte e raccontiamoci storie.

mi dispiace immensamente

1 Mar

Mi dispiace immensamente che tutto abbia una fine.

Mi dispiace immensamente che anche le stelle si spengano.

Mi dispiace immensamente non essere accanto a te, ora, e abbracciarti.

Mi dispiace immensamente non riuscire a farti capire quanto tu sia importante.

Mi dispiace immensamente non poterti riparare dalla pioggia.

Mi dispiace immensamente che le albe e i tramonti non siano sempre insieme a te.

Mi dispiace immensamente chiudere gli occhi, la notte, e non averti anche lì, sotto le palpebre.

Mi piace che tu sia sorgente di queste parole.

un lento pomeriggio di sole

1 Dic

Nel pomeriggio il sole illumina di una soffice luce invernale.

Ultimamente stai lavorando tanto, sei sempre in giro e di corsa.
Finalmente abbiamo il pomeriggio libero, ma dobbiamo occuparci di tutte quelle cose arretrate extra-lavoro. Sono noiose, ci costringono a stare in silenzio ognuno sul proprio computer, ma siamo insieme nella stessa stanza.
Ogni tanto posso staccare gli occhi dalle parole che scrivo e guardarti.
Mi piace la punta del tuo naso illuminata dallo schermo.
Mi piacciono i tuoi occhi che scorrono e mantengono segreti i tuoi pensieri.

Mi alzo.
Esco dalla stanza.
Pensi che sia perché offeso dal fatto che anche oggi mi stai prestando poca attenzione e ti dispiace. Ma cerchi di non pensarci e di restare focalizzata su ciò che devi fare.
Ma non ci riesci, perché i tuoi pensieri tornano sempre a me, e vorresti potessimo passare più tempo a raccontarci cose.
Poco dopo torno da te. Ho due tazze di tè caldo in mano.
Ti porgo la tua con un sorriso.
Ti do un bacio sulla fronte. E torno a sedermi al mio computer.
Fissi per un poco il tuo schermo, con la tazza in mano. Poi distogli lo sguardo, e lo posi su di me. Ti alzi e vieni a sederti qui:
“Mi racconti una storia?”

Nel pomeriggio il sole illumina di una soffice luce invernale.

guardare le albe da questa casa

1 Set

Quando si rientra dalle vacanze sembra di affrontare un altro mondo. Si è cambiati; il posto in cui si vive lo si riconosce, ma è come se lo si guardasse da lontano. Per un po’ i polmoni respireranno ancora l’aria di quell’isola in cui hai passato le ultime settimane.
L’estate è il periodo in cui si può finalmente pensare solo a vivere, per questo i rapporti estivi sono quelli che lasciano di più il segno. Sono forse più sinceri dentro di noi.
Anche per questo spesso le vacanze si rivelano decisive per far funzionare un rapporto o portarlo a una conclusione.

Purtroppo a questo giro rientri sola. Con lui non ha funzionato. Da un po’ cercavate di convincervi che potesse andare,  nonostante gli scricchiolii… ma hai dovuto essere onesta, e salutare lui e il suo bambino (peccato, ti ci stavi affezionando…).
È sempre difficile chiudere, per un po’ le labbra sembreranno dover riscoprire come si sorride.
Entri in casa, ed è come la ricordavi, solo un po’ meno luminosa.
I tuoi occhi si erano ormai abituati alla luce del sole su quell’isola… Quell’isola in cui guardavamo i tramonti noi, e che ha visto tramontare anche voi…
E, forse proprio perché ci avevi passato una vacanza con me, uno degli scorsi giorni ti è pure sembrato di vedermi lì, di spalle andare verso il porto… Gli scherzi che gioca l’estate.
E la tua mente torna a me, come un po’ faceva durante i tramonti su quell’isola…

Fai una cosa che non facevi da settimane: accendi il computer.
Controlli la posta.
C’è una mia lettera.
Si intitola “Cose Per Te”.

guardare i tramonti su quest’isola

1 Ago

Era da un po’ che non ci sentivamo, vero?
Eppure sembra ieri…
Ricordo l’ultima estate che abbiamo passato insieme. L’unica.
Poi spariti.
Le nostre vite ci hanno divisi.
Ed ora eccoti lì, a un tavolino che dà sul mare, sorseggiando un aperitivo con un cappellino di paglia.
Sei proprio come ti ricordavo.
Siamo tornati entrambi su quest’isola, proprio questa estate, dopo tanti anni… Il caso è davvero il miglior sceneggiatore…
Mi siedo qui, su questo muretto, e ti guardo. Ricordi? In quella vacanza guardavamo sempre il tramonto da questo punto…
Il tuo sguardo cerca all’orizzonte cose che non sa.
E mi sono sempre piaciute anche quelle tue labbra, che per ogni mio stato d’animo sapevano quali parole dedicarmi.
Ho scelto sempre la stessa crema doposole da quell’estate, sai? Mi fa rivivere quelle stelle… E ora sento quel profumo e ti ho davvero davanti agli occhi ancora una volta… Mi ritrovo a sorridere.

Ok, è il momento: mi guardo attorno, mi sistemo i capelli al meglio delle mie possibilità e faccio un passo verso di te, giusto il tempo per vedere che ti si avvicina un ragazzo e ti sfiora la spalla. Ti volti, lo guardi, sorridi. Ti alzi, e mentre le tue braccia avvolgono il suo collo, le tue labbra si concedono alle sue.
Poi ti inginocchi a pulire la bocca impiastricciata di gelato del bimbo che tiene per mano.

Dal porto annunciano che il mio traghetto sta per partire.
Il sole tramonta sulle case di questa nostra isola.

i will be there at your side to remind you

1 Dic

La gente passa, su qualunque mezzo, e prosegue dritta nella direzione della sua giornata. È un giorno qualsiasi. La nostra finestra dà su questa strada. Per chiunque una strada qualsiasi, per noi è diventato il mondo.
Sono anni che viviamo qui, e abbiamo visto accadere tutto tramite questa finestra.
Certo, prima uscivamo anche di casa e potevamo a volte stare pure dall’altro lato del vetro, o addirittura andarcene in altri scenari… Ma ora, a causa della nostra età, non riusciamo nemmeno ad andare in giardino. E la finestra è tutto ciò che ci rimane del mondo.
Passiamo le giornate regolati dal vecchio orologio… Tra i ricordi e le storie che ci inventiamo per veder viaggiare gli occhi dell’altro.
La giornata non è delle migliori: il cielo è praticamente bianco, e la luce è piatta sulle comparse del nostro teatro.
Ci preparo un tè.
La casa è silenziosa, si sente l’incedere dei secondi nel pendolo. La televisione non ci interessa.
Torno da te con un vassoietto ben composto: tazze fumanti, biscotti, miele e anche un fiore (ok, è di plastica, l’ho preso dal vaso di là in salotto… poi lo rimetto a posto…). Sorseggiamo tenendoci la mano mentre scende la sera.
Il cielo si spegne, le luci qua sotto si accendono. Noi aspettiamo ancora un po’ prima di premere l’interruttore: ci godiamo le ombre proiettate dal nostro spicchio di cielo.
Sorridiamo spesso, ma al tramonto ci prende un po’ di malinconia (anche se non ce lo ammettiamo troppo); saranno i ricordi di una lunga vita…
Un’altra giornata qualsiasi è giunta al termine sul nostro viale del tramonto.
Lo so, non è successo nulla di strabiliante, in apparenza, ma per me ciò che conta è poter essere ancora al tuo fianco, dopo tutto questo tempo, a dirti che anche queste mie parole sono cose per te.