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narici

1 Dic

*
e
tu
sei
sempre
più vicina.
Passeggi piano
sotto questo cielo grigio.
Lucine, brina, pensieri e vapore.
Riempi i polmoni con un sorriso e socchiudi gli occhi.
Goditi le carezze di una mano leggera sulla fronte e sulle guance.
Il bordo delle narici si fa più freddo quando entra l’aria.
Mi piace quando ci regaliamo storie.
Dentro di noi c’è caldo.
Ti stringo a me
e voglio darti
un piccolo
ba
ci
o
*

 

lo scoglio e il mare

1 Apr

Dovremmo trovare un piccolo borgo dove ritirarci ogni tanto. Dove siamo solo tu e io, e poche persone che sanno quanto la vita sia semplice, e quanto siano importanti i silenzi e i sorrisi.
Piccole case arroccate sugli scogli, per scampare al mare.
Pescatori, pittori e poeti. Frutta e verdura.
Scalette arrugginite.
Una piccola stanza, con una piccola finestra, che dà sul mare immenso. E il cielo.
Seguire il sole per dormire, tranne qualche eccezione, perché le stelle vanno vissute.
E respirare.
Il mare che si schianta sugli scogli.
Gli scogli che frenano il mare.
L’acqua si lancia impetuosa sullo scoglio, lo colpisce per smuoverlo dalla sua immobilità, per insegnargli la libertà.
Col tempo, la roccia cambia forma, perde i suoi spigoli.
Allo stesso tempo, contiene il mare e gli dà una figura, perché non avere limiti è insostenibile.
L’acqua accarezza lo scoglio.
È uno scambio.

il momento del risveglio

1 Gen

Oggi vorrei parlarti di quella parte del Capodanno non festaiola, coi botti e i balli, ma quella successiva, del risveglio il mattino dopo. Quel momento in cui la mente ancora lotta tra i sogni e il momento di tornare in questa realtà.
È un attimo in cui il tempo si dilata e si restringe senza controllo.
Rivivi ancora le emozioni dell’ultima sera dell’anno, mescolate col silenzio del nuovo giorno, il tutto impastato dalle fantasie che sintetizza il cervello.
Un vortice di vecchio e nuovo, di vissuto e da scoprire.
Una macchina passa pigra giù in strada, luci e ombre filtrano scorrendo sul soffitto.
Colori – Bianco e nero.
Cerchi di scacciare i pensieri brutti, ti sforzi di danzare sul lento ritmo del tuo respiro.
Ti allunghi nel letto e incontri un altro respiro. È quello della persona che ti protegge e ti solleva, la persona che hai scelto di avere al tuo fianco (poi dipende pure da quanto hai bevuto la sera prima…).
Le mani si incontrano, le gambe si intrecciano.
La danza dei respiri si fa più sorridente.
Ora puoi e vuoi aprire gli occhi, e guardi quel viso morbido. Occhi che sognano la tua serenità.
Le emozioni sono ancora decise altrove.
Però sai che sarà un buon anno.

vorrei dirti tutto d’un fiato e senza pensare alla punteggiatura

1 Giu

vorrei dirti tutto d’un fiato e senza pensare alla punteggiatura che sei nei miei sogni e in tutto ciò che faccio che è bello concedersi di cambiare umore perché è facilissimo lasciarsi scivolare lungo il pendio raggiungere e restare sul fondo di uno stato d’animo che poi se ci fai caso nemmeno ti ricordi più per quale motivo hai lasciato alle spalle le cose belle e sei finito lì da solo non è molto meglio sorridere su un prato non è molto meglio scambiarsi pensieri non sarebbe molto meglio se almeno qui lo mettessi un punto interrogattivo e invece no punto esclamativo perché così anche le parole restano libere di cambiare intenzioni se ti sembrano tristi beh pensaci tu a farle tornare sorridenti dipende tutto da te

everyone says i love you

1 Dic

È una canzone con l’ukulele
che ti vorrei cantare
su una barchetta
che segue il flusso.
È ciò che dicono tutti.
È un disegno
che vorrei donarti
disegnando male
con un pastello a cera.
È ciò che dicono tutti.
È un respiro
di quando si comincia a sognare
e siamo insieme
abbracciati.
È ciò che dicono tutti.
È il sole
che entra dalle persiane
quando ci svegliamo tardi
e va tutto bene così.
È ciò che dicono tutti.
È quella canzone che…
È ciò che dicono tutti.
È vero.
Però io lo dico a te
e tu lo dici a me.
e tutto ha più senso