Tag Archives: piazza

Lavatrice

1 Lug

L’estate è un’eternità bambina. Oggi mi sono svegliato con questa frase in testa.
D’estate il tempo passa in un altro modo, tutto suo: il caldo lo scioglie e diventa melassa. Sembra rallentato, in realtà scivola, più veloce, velocissimo, e sono già trascorse mille estati.
E si è adulti. Adulti.
Pomeriggi lamentandosi di un sole cocente, sere profumati di fresco, notti con gli amici – di sempre o di un’estate – a teorizzare la vita fino all’alba. Le risate che chissàperchésirideva.
Il cuore è un lampione.
“Ci sono luoghi che ricorderò per tutta la vita anche se qualcuno è cambiato”.
Terra ocra, corse coi sandali, biglie di vetro. Botteghe di paese che non hanno fretta.
Nuove piazze e nuovi tetti.
Un vinile degli anni 30 suona in una finestra.
Campi di grano, campi di fiori, campi di girasoli.
L’autostrada. File di alberi.
I ricordi restano incastonati laggiù. Diapositive musicate.
«Andiamo a fare un giro?»
«Accendi la radio.»
«Cantiamo?»
«Andiamo a tuffarci.»
«Cosa leggi?»
«Sono belle le nuvole.»
«Sei bella tu.»
Viviamo in una lavatrice. Ma tu sai stendere al meglio i miei ricordi.
Ti meriti un ghiacciolo.

autostrade

9 Mag

La linea bianca sul grigio dell’asfalto…
Mi canto questo verso ogni volta che viaggio per un po’ in autostrada.
Ci sono vari momenti durante le giornate in cui mi capitano delle cose e, inevitabilmente, mi ritrovo a cantare certe parti di canzoni… sempre le stesse.
In autostrada è questa.
Ma poi mi interrompo: è di qualche anno fa… e certe canzoni mi danno troppa malinconia.
Accendo la radio.
Peggio.
Sono in viaggio da un po’. Sono partito all’improvviso, senza nemmeno parlarmene; sono salito in macchina che il sole stava tramontando, ora vedo solo i pallini rossi delle macchine davanti a me.
Ok, la radio ci azzecca sempre quando vuole dirti qualcosa… questa musica non la reggo da solo. Mi invento che devo fare benzina: autogrill.
Scendo dalla macchina, mi sgranchisco nell’oasi sempre ferma, ma la vedo, la radio, ancora lì dentro ad aspettarmi…
In autogrill succede sempre qualcosa da portarti dietro per un po’ di strada… Ma il sedile accanto al mio è vuoto.
E la radio infierisce.

Arrivo in una città che non conosco.
E che non conosci neanche tu.
Ma sei di passaggio qui.
E io dovevo parlarti di quelle canzoni.
Sms.
Sei sorpresa e felice.
Ci troviamo in una piazza che non conosciamo. Infatti non ci troviamo. Ma riconoscerei la tua figura tra mille: ti vedo passare mentre cerchi riparo dal vento e ti infili sotto i portici.
Ti seguo.
Ti guardi attorno, ma non mi trovi. Ti vedo frugare nella borsa e tirare fuori il telefono.
Una suoneria di sms ricevuto arriva da dietro di te; ti volti ed eccomi pronto ad accogliere quel tuo sorriso.
Mi abbracci. Forte. Non so quanto tempo passiamo così.

Riempiamo spazi con le nostre parole. Esploriamo pensando solo ad esplorarci.
Passeggiamo fino all’alba.
È sempre bello fare colazione insieme…
Tu devi ripartire.
E io mi ritrovo a cantarmi “la linea bianca sul grigio dell’asfalto…”.