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una barchetta sotto il cielo stellato

1 Nov

Il mare sembra nero, ma è blu.
E le nuvole sono disegni.
Non ti preoccupare.
Non avercela con loro.
Non avercela con nessuno.
Goditi questo momento di silenzio in cui sei con te. Tu e te.
Lenzuola fin sopra la testa.
Sotto, tutti i tuoi sogni.
Arcobaleni, storie, musiche e personaggi inventati.
Porta con te, su questa barchetta sotto il cielo stellato, tutte le cose che ti fanno bene, tutte le persone che ti vogliono bene. Tienile strette.
Non lasciare che la corrente le porti via.
Il mare sembra nero, ma è blu.
Cosa ti rimane di tutte le preoccupazioni? Nulla.
Cosa ti rimane di tutti i ricordi? Il Bello.

guardiamo avanti insieme

1 Lug

Sento che sei vicina. Guardo fisso davanti a me, sono emozionato… mi sto agitando. Spero che da fuori non si noti.
Sono capitato qui per caso, accanto a te. O forse l’ho desiderato così tanto che si è avverato? Io non sapevo nemmeno della tua esistenza fino a poco tempo fa, ma dentro di me speravo davvero molto di provare questa sensazione nella mia esistenza… Sono stato in grado di influire sul caso? È possibile? O forse era già tutto scritto? Serve a qualcosa farmi queste domande?
Ero da tutt’altra parte, e anche tu, poi una mano ci ha afferrati e ci ha messi qui, uno vicino all’altra.
Su questa mensola.
Siamo solo un oggetto accanto a un altro oggetto, eppure sono incredibilmente felice. Cioè, tu sei un manufatto bellissimo, intendiamoci. Io… beh, un oggetto. Anche un po’ sbeccato… però, dai, ha il suo fascino.
Da fuori siamo solo aggeggi inanimati e incapaci di scegliere, che possono solo subire passivamente. Qualcuno può pensare che la nostra condizione sia terribilmente triste… Eppure ovunque può esserci gioia.
Anzi, com’è possibile che la piccola quantità di legno di cui sono fatto riesca a contenere tutta questa felicità?
Anche a te farà piacere quanto a me? Riuscirò a renderti altrettanto felice per questa casuale unione? E se poi venissimo ancora divisi? Se tu finissi accanto a un altro coso e io fossi buttato via? Tutto è desiderio, e posso solo fare del mio meglio: ti racconterò tante storie e tante ne vedremo insieme.
Sono solo un soprammobile, non posso nemmeno voltarmi ad ammirarti… Entrambi rivolti verso questa stanza, non possiamo fare altro che guardare avanti.
E allora guardiamo avanti insieme.

le impalcature di notte fumano sigarette guardando la luna

1 Giu

Le impalcature di notte fumano sigarette guardando la luna. I lampioni si dedicano agli acquerelli.
Tu riposi sul divano, guardando le ombre sul soffitto; una piccola luce gialla. Ti versi mezzo bicchiere di qualcosa, non è importante che cosa, vuoi solo sentire un sapore, mentre pensi a tutte le cose che vorresti scrivere. Questa sensazione… meglio in parole o in note? Forse dovresti avere una pipa – ti dici.
I tuoi piedi si stiracchiano.
Vorresti mettere un po’ di musica col giradischi, ma non ti alzi da lì, le ombre hanno altro da raccontarti. Pensi con rassegnazione che sarebbe proprio ora di cambiare pigiama.
I disegni dei viaggi, altre atmosfere da respirare. Ci sono così tante cose da fare e storie da raccontare… Hai voglia di parole ruvide su tela sudata.
Questo peso ti schiaccia sotto il cielo stellato: è una di quelle notti.
Stringi a te una piccola scatolina di carta. È la cosa a cui tieni di più.
Dentro ci sono io.
E sono qui proprio per aiutarti a realizzare tutto ciò che desideri.

 

un lento pomeriggio di sole

1 Dic

Nel pomeriggio il sole illumina di una soffice luce invernale.

Ultimamente stai lavorando tanto, sei sempre in giro e di corsa.
Finalmente abbiamo il pomeriggio libero, ma dobbiamo occuparci di tutte quelle cose arretrate extra-lavoro. Sono noiose, ci costringono a stare in silenzio ognuno sul proprio computer, ma siamo insieme nella stessa stanza.
Ogni tanto posso staccare gli occhi dalle parole che scrivo e guardarti.
Mi piace la punta del tuo naso illuminata dallo schermo.
Mi piacciono i tuoi occhi che scorrono e mantengono segreti i tuoi pensieri.

Mi alzo.
Esco dalla stanza.
Pensi che sia perché offeso dal fatto che anche oggi mi stai prestando poca attenzione e ti dispiace. Ma cerchi di non pensarci e di restare focalizzata su ciò che devi fare.
Ma non ci riesci, perché i tuoi pensieri tornano sempre a me, e vorresti potessimo passare più tempo a raccontarci cose.
Poco dopo torno da te. Ho due tazze di tè caldo in mano.
Ti porgo la tua con un sorriso.
Ti do un bacio sulla fronte. E torno a sedermi al mio computer.
Fissi per un poco il tuo schermo, con la tazza in mano. Poi distogli lo sguardo, e lo posi su di me. Ti alzi e vieni a sederti qui:
“Mi racconti una storia?”

Nel pomeriggio il sole illumina di una soffice luce invernale.

microfono

1 Feb

Guardi i rami scorrere fuori dal finestrino. Sembrano chiedere aiuto al cielo, con quelle dita così secche… Ma scorrono. Neanche il tempo di immaginare le loro vite.
Gli alberi stanno sempre lì.
La tua attenzione si sposta poi alla luna, che sembra deriderti.
Torni con la mente dentro alla macchina. Che canzone c’è alla radio? Questi sedili in pelle devono essere così rumorosi? Quanto manca all’arrivo?
L’autista cerca di attaccare un po’ bottone. Gli stronchi ogni speranza a monosillabi.
I pensieri tornano a viaggiare fuori dal finestrino, nel buio.

Scendi dalla macchina, sul retro degli studi. Ci sono persone sorridenti ad accoglierti. Ricambi i sorrisi senza approfondirli.
Ti accompagnano in camerino, dove costumiste e truccatrici ti riempiono di complimenti. Ringrazi.
E non hai ancora fatto niente.
Ti vestono, ti truccano, ti parlano, ti accompagnano, ti raccontano, ti intrattengono senza riuscire a imbrigliare i tuoi pensieri, che sono ancora su quei rami.
Arriva il tuo momento, ti caricano ed entri in scena sulla musica.
Vedi i volti delle prime file deformarsi dall’entusiasmo, gli applausi riempiono le tue orecchie, i tuoi occhi sono pieni di immagini che non vedi… Conosci la canzone, conosci le note: il tuo corpo si muove in automatico.
Primo ritornello, tutto il pubblico canta con te, più forte di te; lasci che le loro voci spingano il tuo corpo nella danza. La tua testa segue il tempo, a destra, poi a sinistra – eccolo! –, a destra e a sinistra, – eccolo di nuovo!
Continui la canzone, mentre i tuoi occhi cercano conferme di quel sorriso: è proprio lì, nella terza fila!
Sì, sono io.
Sono venuto a vederti. Sono venuto a cantare con te.
La tua mente torna qui, e ora.
Balliamo insieme.
Siamo solo tu e io.
Nelle note e nelle parole che abbiamo scritto insieme.
Secondo ritornello, senti solo la mia voce, la senti uscire dalle mie labbra. Mi accarezzi col tuo sorriso.
La band conclude il brano. Gli applausi ti investono, un disannuncio ti costringe a lasciare la scena, ma vorresti cantare ancora, ora sì che hai voglia di musica!
Tutti sono entusiasti dietro le quinte, e un’ondata di complimenti ti spinge di nuovo in macchina, in salvo da orde di fan esaltati.

Eccoti di nuovo in quelle serpeggianti strade.
Chissà quando ci rivedremo…
Nel buio i rami ti salutano. Sopra di loro la luna.
Le sorridi.
Ti sorride.
È per questo che hai iniziato a cantare.