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le impalcature di notte fumano sigarette guardando la luna

1 Giu

Le impalcature di notte fumano sigarette guardando la luna. I lampioni si dedicano agli acquerelli.
Tu riposi sul divano, guardando le ombre sul soffitto; una piccola luce gialla. Ti versi mezzo bicchiere di qualcosa, non è importante che cosa, vuoi solo sentire un sapore, mentre pensi a tutte le cose che vorresti scrivere. Questa sensazione… meglio in parole o in note? Forse dovresti avere una pipa – ti dici.
I tuoi piedi si stiracchiano.
Vorresti mettere un po’ di musica col giradischi, ma non ti alzi da lì, le ombre hanno altro da raccontarti. Pensi con rassegnazione che sarebbe proprio ora di cambiare pigiama.
I disegni dei viaggi, altre atmosfere da respirare. Ci sono così tante cose da fare e storie da raccontare… Hai voglia di parole ruvide su tela sudata.
Questo peso ti schiaccia sotto il cielo stellato: è una di quelle notti.
Stringi a te una piccola scatolina di carta. È la cosa a cui tieni di più.
Dentro ci sono io.
E sono qui proprio per aiutarti a realizzare tutto ciò che desideri.

 

discorso piatto

1 Apr

Le giornate si allungano. Eppure ti trovi sempre a cenare la notte. Non c’è nessuno, solo tu e il tuo piatto bianco – che ti fissa per essere riempito.
I piatti la notte sono meno gioiosi. Forse vorrebbero dormire.
Provi a rasserenarlo con della musica. Bassa e tranquilla.
Canzone delle case storte.
Il piatto ti domanda: “Fumare serve a guardare il paesaggio?”
Gli rispondi disegnando lettere col pennello sulla carta bianca. Parole brevi come macchie: la luna, le fasi, i crateri, i dinosauri, gli animali, le storie attorno al fuoco per addormentarsi senza paura.
“Senti, ma lo vogliamo fare un discorso filato, almeno una volta?”
Forse è sempre meglio evitare di discutere con un piatto che tieni sveglio la notte, potrebbe essere scontroso. Rischi che tiri fuori roba che nascondi sotto al cuscino. E lì come svicoli?
“Tisana?” gli dici. “Va bene” fa lui.
Gli oggetti sono scaltri, mica li freghi facilmente.
Ti metti comodo e lasci che sia.

Meglio conoscere o inventare?
Gli uccellini hanno sempre canzoni da cantare.

elencanzone

1 Giu

Ascolterai queste parole per te,
penserai a un sorriso,
la città si riempirà di musica.

Il traffico mandandoti messaggi
Le canzoni urlate al semaforo
Le foglie a forma di cuore
Pozzanghere da saltare
Il mio piede sempre in una pozzanghera
Le città che diventano nostre
Il sole che ti colora
Vederti nelle persone che camminano per strada
Passeggiare sorridendo
Il mare in lontananza
Che uccello è quello?
Inventiamogli un nome
Un nome per noi due
Una playlist col nostro nome
Conservare i biglietti del cinema
Gli angoli dei marciapiedi con storie che finiscono
Jazz. Credo. Malinconico
Parole scritte e frigorifero
Cosa guardiamo stasera?
Le tue gambe nude
Sul letto
Come devono stare ‘ste lenzuola?
Provare le nuove battute con te
Il tuo sorriso
Il tuo mento quando piangi
Baciare le tue lacrime
Il naso nella guancia
Surgelati
Padella
Verdure?
Cucini tu? Cucino io?
Ok, pizza.

musicassetta

1 Feb

Ogni tanto cerco di fare un po’ di ordine. In casa come in testa.
Stavo spostando libri e scatole, ed è spuntata una musicassetta.
È di quelle vuote, da registrare, quindi forse c’è registrato qualcosa, ma è senza etichetta e non so cosa possa contenere.
Come faccio ad ascoltarla? Neanche in macchina ho più un mangianastri.
Me la rigiro un po’ fra le mani, e ripenso a quando avevo quindici anni di meno. Rivedo quel ragazzino tanto lontano da me. Mi ascolto cantare canzoni che mi fanno fantasticare emozioni che non conosco, e mi guardo sognare un futuro che non so nemmeno immaginare. Pettinature, felpe, colori, lacrime e batticuori. Soffrire per piccoli amori, così grandi da non stare in quel corpicino.
Le emozioni non ci stanno mai. Forse per questo traboccano in poesia.

Cerco tra le scatole: walkman. Ci sono anche le cuffie – con l’asticella di metallo.
Recupero le stilo.
Metto la cassetta.
Mi sdraio per terra.
Rew.
Play:
“…Ciao. Chissà se un giorno ti incontrerò… E chissà se ascolterai questa cassetta. Però sto tenendo questo diario per te, perché vorrei mi conoscessi anche come sono oggi, adolescente. Vorrei ci conoscessimo in ogni fase delle nostre vite. Perché ho tante cose da dirti, e tante cose che vorrei ascoltare da te, che una vita non basta. Oggi è una bella giornata… e lì, mentre mi ascolti, che giornata è? Sorridi? Siamo insieme? Stiamo sorridendo? Oggi, qui, ancora non ti conosco… ma so già che ci tengo molto ai tuoi sorrisi.
E questa canzone è per te…”

Rec

le canzoni la notte

1 Dic

Le file di lampioni.
Provi a ingannarti, ma tanto guida la radio.
Quindi chissenefrega, annega di parole.
E le strade sono di cani e gatti d’inchiostro.
Gli alluci tra le lenzuola indicano ciò che sappiamo davvero.
Una sincerità che sembra semplice e, proprio per questo, più complessa.
Ma tu non puoi capire, o non vuoi.
Scrivere come disegnare.
Spesso la notte è il momento giusto per ascoltare le parole che ti parlano. E fermare. Faccia a faccia. Per questo premi di più sull’acceleratore.
Ma tanto tutto è immobile, e si ripete sempre – per sempre.
Cos’è questa musica?
Non c’è la musica.
È nelle orecchie.
È il cuore.
È elettricità.
È inchiostro.
È niente.
È tutto.
È che dovresti essere qui, per dare un senso a queste parole.

i balconi sotto i cieli d’estate

1 Ago

Sei su un balcone. I balconi sono delle mani che ti sollevano verso il cielo, proteggendoti da tutto il resto. Ci stai in mutande, e i balconi mantengono i tuoi segreti.
D’estate i segreti sono di più. Ci si mostra maggiormente, ma i segreti sono di più.
Le stelle sono grandi, sono pallini bianchi. Respiri profondamente.
Pensi che vorresti fare tante cose, ma non vuoi fare niente; vuoi solo dialogare con le stelle, vuoi che capiscano i tuoi occhi.
Pensi a un amore al di là del mare, che nemmeno conosci, e alla musica che vi separa.
La notte è fatta di trombe che suonano piano.
Il mare è… il mare. Com’è profondo il mare…
Ti accorgi che non stai pensando, stai ascoltando. Stai ascoltando quelle immagini nella tua testa, di storie che non hai mai nemmeno vissuto. Non sono nemmeno dei film… cosa ci fanno lì, da dove sono arrivate? Ma le ascolti.
A volte la malinconia è un sentimento che merita di essere goduto da un sorriso solo.
Ti regali quel sorriso, perché non c’è solitudine: sei in compagnia delle stelle – e hanno dei segreti che vogliono rivelare proprio a te.
Com’è profondo il mare…

la lista del buongiorno

1 Ott

Apri gli occhi e sorprenditi coi giochi di luce sul soffitto.

Alzati e incontrati con un buongiorno sorridente allo specchio.

Metti della musica. La riproduzione casuale saprà darti esattamente ciò di cui hai bisogno.

Lascia che la finestra ti riempia il petto.

Gusta il profumo del caffè.

Leggi qualcosa e fai un piccolo disegno.

Sii carta bianca quando inizi la giornata.

Non scappare dalla malinconia, perché è preziosa e bellissima.

Lo so, sarebbe tutto più bello se lo facessimo insieme.

E infatti sono qui con te.