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Le linee lungo la strada

1 Mar

Il sole splende, avvolgi la sciarpa attorno al collo, chiudi la porta di casa e ti tuffi nella fresca mattina. Non hai messo gli occhiali da sole perché vuoi gustarti appieno i colori frizzanti. Sorridi guardando le persone che camminano attorno a te, ognuno ha una sua melodia.
Vivi in questa città da poco, è ancora una sorpresa continua: i fiori del negozio all’angolo, il modo in cui i cani trotterellano, la fierezza dei cartelli, il modo in cui l’aria reagisce ai tuoi movimenti.
Dovresti pensare al lavoro, ma hai deciso di dedicare qualche momento a te. Autobus? No dai, oggi è da passeggiata.
Le linee lungo la strada ti collegano a quelle persone che hai incontrato e che ti hanno accompagnato fin qui. Ora sono laggiù, perse nei ricordi – batticuori, videochiamate notturne, sogni lasciati a metà…
Dei piccioni senza dirsi niente all’improvviso spiccano il volo.
Arrivi alla biblioteca: sembra un anziano quieto che sorride al futuro. Entri. È modellata nel legno e nel silenzio. Passeggi tra gli scaffali accarezzando i libri. Qualcuno lo prendi, lo apri, e ti nutri di frasi offerte dal caso.
Segui una freccia che riporta la parola “bar”. Ordini una tazza di caffè ed esci sulla terrazza della biblioteca: la vista è su tutta la città. Il cielo è di quell’azzurro che quando lo guardi dici: “azzurro”.
E lì ti immergi nella lettura di queste mie parole per te.

Polaroid

1 Dic

Qui stai passeggiando sotto la pioggia, nel parco. Bianco e nero.
Qui stai ascoltando un vinile. Jazz.
Qui stai stendendo un lenzuolo bianco per proiettarci sopra un vecchio film.
Qui stai scrivendo con la macchina da scrivere. Trasportata dal suono dei tasti e dalle fantasie fuori dalle finestre.
Qui stai provando a disegnare.
Qui stai leggendo una cosa buffa e sorridi.
Qui stai leggendo.
Qui stai sorridendo.
Qui stai mangiando una cosa che ti piace.
Qui sei sorpresa. Con gli occhi luminosi.
Qui stai saltellando.
Qui stai passeggiando in un museo.
Qui stai pensando, socchiudendo gli occhi.
Qui stai guardando in su.
Qui stai riposando.
Qui sei tu.

Ho scattato tutte queste fotografie dei momenti in cui ti darei un bacio.

isola

1 Mag

Vivo su quest’isola deserta ormai da un po’ – non so quanto, non sono proprio bravo col tempo. Ma continuo a pensarti, anche se ti ho incontrata una sola volta, in un sogno. Di solito sogno stelle e animali, ma in quell’occasione ti sei presentata tu, per giocare con me. Avevi regole tutte tue, ma io le conoscevo già. Quindi forse dovrei dire che avevi regole tutte mie.
È stato divertente. Molto. Come quando si gioca da bambini, che il cuore trabocca.
Sono passati anni dalla tua visita nella mia mente – non so quanti, non sono proprio bravo col tempo – e ormai hai cambiato mille forme, sei un suono. Sei come un gatto che muove la coda pigramente al sole. Sai di spezie lontane, assaggiate solo nei libri. Pagine lette sul divano, mentre il vento muove una tenda; odore di carta e luce. Una piccola cornice attorno al primo disegno di un bimbo.
È arrivata una barca per portarmi via.
Mi volto indietro, un ultimo sguardo alla mia isola deserta. Qualcosa si muove tra le foglie lontane: sei tu.
Vorrei trascorrere con te tantissime lune – non so quante, non sono proprio bravo col tempo.

come quando

1 Mag

Come quando guardi le nuvole.
Come quando smette di piovere.
Come quando c’è un riflesso colorato.
Come quando noti l’arcobaleno.
Come quando fai un disegno bello.
Come quando ti svegli e sorridi.
Come quando la radio azzecca la canzone.
Come quando un gatto ti fa le fusa.
Come quando scrivi e ti batte il cuore.
Come quando leggi e ti commuovi di sorrisi.
Come quando compare proprio quel nome sul telefono.
Come quando un bambino ti sorride.
Come quando cucini e ti dicono che è buono.
Come quando il gelato è colorato.
Come quando è estate e canti.
Come quando un fiocco di neve ti si posa sul naso.
Come quando gli alberi fioriscono.
Come quando gli uccelli disegnano in cielo.
Come quando hai sete e bevi.

Ecco, quando mi sorridi è un po’ così.

sapore di ferro battuto e rami

1 Ott

Le giornate libere sono belle perché finalmente puoi leggere. Finalmente un po’ di tempo da dedicare a te.
Ci sono libri che ti guardano ogni notte dal comodino, attendendo con pazienza che tu non corra e che abbia voglia di sederti con loro su un prato.
Vorresti anche avere il tempo per imparare a suonare la chitarra, per scrivere… Ma gli orari dell’ufficio, gli autobus, gli aperitivi… “Dai, ok, oggi prendo questo libro e leggo un po’”.
Cambio in borsa: fuori cellulare, dentro libro.
Passeggi e ti accorgi che tutto è più lento e musicale; non è male questo ultimo sole caldo…
Le foglie sono un po’ gialle di luce e un po’ di autunno.
Entri nel parco seguendo una strada fatta di sassolini bianchi.
Un piccolo vento spinge la tua gonna lunga accompagnandoti fino a delle seggiole sotto agli alberi. Sapore di ferro battuto e rami. Apri il libro e le pagine sono decorate dalla luce che passa fra le foglie.
Il suo colore ti accompagna nelle vicende d’inchiostro in cui ti immergi.
Un soffio di vento ti sposta i capelli sopra agli occhi. Una farfalla festeggia la tua presenza.
Stai per decollare, ma qualcosa ti trattiene in quel parco, su quella sedia…
I cinguettii? Un po’ troppo fresco? No, è qualcos’altro che non riesci a identificare…
Ci riprovi: i tuoi occhi accarezzano le parole di carta… Nulla: c’è qualcosa alla tua sinistra. Lo senti nella tua testa. Solo alberi e cespugli…
Torniamo alla pagina… Eccolo, un fruscio!
Ti alzi: cos’è?
Con qualche timore fai un passo in quella direzione. In risposta qualcosa si allontana.
Ti avvicini lentamente verso quel punto che attirava la tua attenzione: un cavalletto. Con un blocco di fogli.
Lo aggiri.
C’è un disegno.
Una ragazza che legge sotto un albero.
L’ho fatto per te.