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guardiamo avanti insieme

1 Lug

Sento che sei vicina. Guardo fisso davanti a me, sono emozionato… mi sto agitando. Spero che da fuori non si noti.
Sono capitato qui per caso, accanto a te. O forse l’ho desiderato così tanto che si è avverato? Io non sapevo nemmeno della tua esistenza fino a poco tempo fa, ma dentro di me speravo davvero molto di provare questa sensazione nella mia esistenza… Sono stato in grado di influire sul caso? È possibile? O forse era già tutto scritto? Serve a qualcosa farmi queste domande?
Ero da tutt’altra parte, e anche tu, poi una mano ci ha afferrati e ci ha messi qui, uno vicino all’altra.
Su questa mensola.
Siamo solo un oggetto accanto a un altro oggetto, eppure sono incredibilmente felice. Cioè, tu sei un manufatto bellissimo, intendiamoci. Io… beh, un oggetto. Anche un po’ sbeccato… però, dai, ha il suo fascino.
Da fuori siamo solo aggeggi inanimati e incapaci di scegliere, che possono solo subire passivamente. Qualcuno può pensare che la nostra condizione sia terribilmente triste… Eppure ovunque può esserci gioia.
Anzi, com’è possibile che la piccola quantità di legno di cui sono fatto riesca a contenere tutta questa felicità?
Anche a te farà piacere quanto a me? Riuscirò a renderti altrettanto felice per questa casuale unione? E se poi venissimo ancora divisi? Se tu finissi accanto a un altro coso e io fossi buttato via? Tutto è desiderio, e posso solo fare del mio meglio: ti racconterò tante storie e tante ne vedremo insieme.
Sono solo un soprammobile, non posso nemmeno voltarmi ad ammirarti… Entrambi rivolti verso questa stanza, non possiamo fare altro che guardare avanti.
E allora guardiamo avanti insieme.

la lista del buongiorno

1 Ott

Apri gli occhi e sorprenditi coi giochi di luce sul soffitto.

Alzati e incontrati con un buongiorno sorridente allo specchio.

Metti della musica. La riproduzione casuale saprà darti esattamente ciò di cui hai bisogno.

Lascia che la finestra ti riempia il petto.

Gusta il profumo del caffè.

Leggi qualcosa e fai un piccolo disegno.

Sii carta bianca quando inizi la giornata.

Non scappare dalla malinconia, perché è preziosa e bellissima.

Lo so, sarebbe tutto più bello se lo facessimo insieme.

E infatti sono qui con te.

 

e poi boh, ti sorrido

1 Set

Ti sorrido.
Ti scrivo.
Cercherò di scriverti poche parole.
Guardati attorno.
Lo stai facendo? Se lo stai facendo però non riesci a leggere la mia domanda… Quindi ok, non rispondere, guardati attorno.
Stai in silenzio. Ascolta ciò che vedi. Respira.
Suona bene tutto insieme, vero?
Guarda l’aria.
Guarda i colori.
Sono belli, vero?
Ecco, tu mi sai fare respirare i colori.
Bello provare belle cose nei tuoi confronti.
Mi spiace non poterci lasciare sorprendere ogni giorno da queste belle cose che provo nei tuoi confronti.
Mi spiace proprio non poter scrivere insieme tutte quelle fantasie. Stroncate prima della partenza.
Sorrido pensandoti. Ancora.
Potrei rimpiangerti ancora di più.
Ma nella mia fantasia stiamo facendo tante cose, in universi che inventiamo noi.
Sono felice che tu sia felice anche nella realtà.
io sono più bravo a rendere felici nella fantasia.
E poi boh, ti sorrido.

lavorare insieme

1 Giu

Lavorare insieme,
fare notte
cercando un’idea,
e l’idea è
essere insieme.

Siamo una cannonata,
ma anche un cannoncino – in quanto dolci.
Siamo un carro armato.
Siamo un colibrì.
Siamo un aquilone
e ci allontaniamo stando qui.

Sono te,
sei me,
siamo sette,
siamo saette,
siamo gatti,
siamo matti,
siamo fatti
di battiti di cuore.

ci si insegue continuamente

1 Apr

Ci si insegue. Ci si insegue continuamente.
Non ne capisco bene il senso, perché basterebbe dirsi “sono qui”.
Si perdono tante energie. E tempo.
Perché avere così tanta paura della persona a cui decidiamo di abbandonarci totalmente?
Perché non mi scrivi tu?
Perché devi ingannarti e restare ancorata a una visione così piccola?
Come fanno i tuoi occhi senza i miei? Non ti accorgi che mi cercano?
E i tuoi capelli come fanno senza che io ci nuoti dentro?
I giorni passano, le nuvole cambiano, gli alberi si stancano.
Porta pazienza.
Non disegneremo più insieme.
Non gioco più.

È un pesce d’aprile: sono qui.

un lento pomeriggio di sole

1 Dic

Nel pomeriggio il sole illumina di una soffice luce invernale.

Ultimamente stai lavorando tanto, sei sempre in giro e di corsa.
Finalmente abbiamo il pomeriggio libero, ma dobbiamo occuparci di tutte quelle cose arretrate extra-lavoro. Sono noiose, ci costringono a stare in silenzio ognuno sul proprio computer, ma siamo insieme nella stessa stanza.
Ogni tanto posso staccare gli occhi dalle parole che scrivo e guardarti.
Mi piace la punta del tuo naso illuminata dallo schermo.
Mi piacciono i tuoi occhi che scorrono e mantengono segreti i tuoi pensieri.

Mi alzo.
Esco dalla stanza.
Pensi che sia perché offeso dal fatto che anche oggi mi stai prestando poca attenzione e ti dispiace. Ma cerchi di non pensarci e di restare focalizzata su ciò che devi fare.
Ma non ci riesci, perché i tuoi pensieri tornano sempre a me, e vorresti potessimo passare più tempo a raccontarci cose.
Poco dopo torno da te. Ho due tazze di tè caldo in mano.
Ti porgo la tua con un sorriso.
Ti do un bacio sulla fronte. E torno a sedermi al mio computer.
Fissi per un poco il tuo schermo, con la tazza in mano. Poi distogli lo sguardo, e lo posi su di me. Ti alzi e vieni a sederti qui:
“Mi racconti una storia?”

Nel pomeriggio il sole illumina di una soffice luce invernale.

biciclette

2 Mag

È bello andare in bicicletta. La città è rallentata. I tempi li decidi tu. La tua forza decide il vento sul tuo viso. Viso ora rinfrescato dall’aria, ora scaldato dal sole. Le foglie delle betulle disegnano greche sfuggevoli sulla tua faccia che gode di questa giornata.
Nei tuoi occhi chiusi il sole illumina e si nasconde veloce.
Apri gli occhi, ti volti: ti sto seguendo con la mia bici, pronto a cogliere il tuo sguardo, ti sorrido.
Sei felice. Hai tutto ciò che potresti desiderare dalla vita: noi due. Una mattina di sole. Le biciclette. La nostra casa. Le foglie. Il cinema. Le storie. Un ritmo andante. Una malinconia e la possibilità di condividerla con la persona giusta. La vita dolce e semplice.
La felicità ti rende lucidi gli occhi; sorridi; le lacrime volano verso di me, rispondendo qua e là alla luce del sole.
Senza dirci niente c’è tra noi una bella gara: a chi è più felice.

Ci siamo svegliati presto questa mattina, o meglio, mi hai svegliato presto, perché sai che avrei dormito fino a tardi, per poi pentirmi di aver perso l’ennesima giornata. Così mi hai tirato giù dal letto e infilato su una bicicletta; e ora eccomi qui a respirare tra i boschi, sorprendendomi per la complessità di ogni foglia e per i disegni che sanno fare sotto al cielo.
Esco dai miei pensieri appena in tempo per frenare: ti è caduta la catena.
Ci penso io: “bisturi”, chiedo porgendoti la mano.
Stranamente la mia laurea in ciclochirurgia serve solo a sporcarmi di olio… Ma il mio essere ridicolo serve a far fermare un signore gentile che ti rimette in sesto la bici.
“Ah, se non ci fossi io…!”, commento mentre riprendiamo a pedalare.
E ridiamo.
Gli uccellini suonano trombe lucenti per accompagnarci.
Mi piace immaginare la sinfonia che stanno seguendo e quale ruolo possiamo avere noi nella loro orchestra.
Esco dai miei pensieri appena in tempo per franare a terra: mi è caduta la catena.
Mi rialzo e, con la mia laurea, ci penso io, urlando: “Signore gentile, è caduta anche a me la catena!”.