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ottone

1 Apr

Una tromba suona nella notte.
Tu fumi sul balcone. Non ho mai gradito molto il fumo, ma tra le tue labbra assume un fascino orientale.
Fuori la notte si trascina. La luce della finestra sembra la porta di un altro mondo su questo nero; il nostro mondo.
Un quadrato giallo nel nero.
Dall’altra parte del cortile altri quadrati nel buio.
Altre storie.
Un bambino piange da qualche parte.
La tromba suona.
Socchiudi gli occhi, e inizi a cantare.
Voce, tromba, bambino, notte, città.
Un concerto per questo cortile. Un concerto diverso per ogni ascoltatore. Nessun ascoltatore fortunato come me però: ho il posto migliore.
La tua bocca canta con la disperazione di mille storie che necessitano di essere ascoltate. Storie di altre epoche, storie di altri spazi.

Poi i tuoi occhi decidono che è il momento di prendermi per mano e condurmi in cucina. Seguo i tuoi drappi che nuotano sulle note di ottone.
Mi mostri una piccola scatolina, piena di bottoni. Sono bottoni tutti diversi, alcuni più nuovi, alcuni più usurati. Ne prendi uno alla volta e, per ognuno, mi racconti una favola.

Mentre mi conduci per questi viaggi, il nero fuori dal nostro quadrato comincia a farsi più chiaro. La tromba smette di suonare, le danno il cambio gli uccellini.
Questi suoni saranno per altri quadrati, che racconteranno altre storie con altre note: noi ci addormentiamo abbracciati.

tasti di pianoforte

11 Apr

Notte.
Apri gli occhi e le mie lenzuola sono stropicciate e vuote.
Posi i piedi sulle assi del pavimento. Accendi la candela e ti avvii verso la porta. Stai per afferrare la maniglia e senti una musica arrivare da di là. Non è una musica educata: pigio sui tasti del vecchio pianoforte come un bambino che disegna coi pastelli a cera; esploro, esco dai contorni, sorprendendomi.
Sorridi, e resti un po’ a godere di quelle dissonanze attraverso il legno della porta.
Certo non potremo mantenerci con la mia musica…
Ma non ti interessa, è bella così. Ti piace che mi eserciti tutto il tempo a non imparare, a tenere allenata la fantasia e non la regola; a disimparare.
Giri il pomello della maniglia.
I tuoi piedi nudi cercano di non disturbarmi sulle assi scricchiolanti.
Copri la candela con le mani per guardarmi illuminato dalla luce della finestra.
Sono azzurro e candido sotto la luna, nelle mie incertezze. Ti piace ammirarmi di nascosto, senza che io lo sappia. Non me lo dirai mai.
Ed è un bel segreto.
Suono, ma le nostre orecchie sono per il fuori dalle grandi finestre, dove le nuvole si rincorrono indecise se essere grige o arancio…
Per strada qualcuno cammina sotto lampioni piangenti. E i nostri respiri ne seguono i passi. Poi si allontanano. E, senza saperlo, stiamo respirando insieme.
Penso ai tuoi profumi. Pensi alle mie carezze.
Tutto è fermo, e la musica è per te.