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elencanzone

1 Giu

Ascolterai queste parole per te,
penserai a un sorriso,
la città si riempirà di musica.

Il traffico mandandoti messaggi
Le canzoni urlate al semaforo
Le foglie a forma di cuore
Pozzanghere da saltare
Il mio piede sempre in una pozzanghera
Le città che diventano nostre
Il sole che ti colora
Vederti nelle persone che camminano per strada
Passeggiare sorridendo
Il mare in lontananza
Che uccello è quello?
Inventiamogli un nome
Un nome per noi due
Una playlist col nostro nome
Conservare i biglietti del cinema
Gli angoli dei marciapiedi con storie che finiscono
Jazz. Credo. Malinconico
Parole scritte e frigorifero
Cosa guardiamo stasera?
Le tue gambe nude
Sul letto
Come devono stare ‘ste lenzuola?
Provare le nuove battute con te
Il tuo sorriso
Il tuo mento quando piangi
Baciare le tue lacrime
Il naso nella guancia
Surgelati
Padella
Verdure?
Cucini tu? Cucino io?
Ok, pizza.

il momento del risveglio

1 Gen

Oggi vorrei parlarti di quella parte del Capodanno non festaiola, coi botti e i balli, ma quella successiva, del risveglio il mattino dopo. Quel momento in cui la mente ancora lotta tra i sogni e il momento di tornare in questa realtà.
È un attimo in cui il tempo si dilata e si restringe senza controllo.
Rivivi ancora le emozioni dell’ultima sera dell’anno, mescolate col silenzio del nuovo giorno, il tutto impastato dalle fantasie che sintetizza il cervello.
Un vortice di vecchio e nuovo, di vissuto e da scoprire.
Una macchina passa pigra giù in strada, luci e ombre filtrano scorrendo sul soffitto.
Colori – Bianco e nero.
Cerchi di scacciare i pensieri brutti, ti sforzi di danzare sul lento ritmo del tuo respiro.
Ti allunghi nel letto e incontri un altro respiro. È quello della persona che ti protegge e ti solleva, la persona che hai scelto di avere al tuo fianco (poi dipende pure da quanto hai bevuto la sera prima…).
Le mani si incontrano, le gambe si intrecciano.
La danza dei respiri si fa più sorridente.
Ora puoi e vuoi aprire gli occhi, e guardi quel viso morbido. Occhi che sognano la tua serenità.
Le emozioni sono ancora decise altrove.
Però sai che sarà un buon anno.

per lo stesso motivo di una pioggia estiva, forse

1 Lug

Che strana cosa, la chimica. Al liceo la si studia, ma non ti spiegano che certe cose ti si muovono per caso e ti ritrovi cappottato.
Guardi una foto, leggi un nome, ricordi, immagini… e ti ritrovi che, chissà perché, il petto ti rimbomba nelle orecchie.
E perché, poi?
Per lo stesso motivo di una pioggia estiva, forse.
E infatti magari ti si inumidiscono anche gli occhi.
Fai finta di niente, e dai la colpa alla pioggia…
È strano come ci si avvicini, è strano come ci si unisca, è strano come ci si divida. Ed è ancora più strano quello che c’è dopo: non c’è niente, ed è ancor più presente di ogni altra cosa.
Verrebbe da smettere. Ma non si smette mai.
Non si può, perché una pioggia estiva arriverà sempre a rinfrescare.

lavorare insieme

1 Giu

Lavorare insieme,
fare notte
cercando un’idea,
e l’idea è
essere insieme.

Siamo una cannonata,
ma anche un cannoncino – in quanto dolci.
Siamo un carro armato.
Siamo un colibrì.
Siamo un aquilone
e ci allontaniamo stando qui.

Sono te,
sei me,
siamo sette,
siamo saette,
siamo gatti,
siamo matti,
siamo fatti
di battiti di cuore.