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Pomeriggio da calzini e cielo desaturato

1 Nov

Non giriamoci attorno. È roba da carta appallottolata.
Che parola divertente appallottolata.
Sono foto su pellicola con poco contrasto, giubbetti slavati e berrettino. Capelli unti. Brufoli. Bottiglie di plastica colorata. Parlare. Parlare. Parlareparlare. Parlareparlarepirlare.
Una pizza fredda.
Dovrei scriverti una canzone? Scriverti una canzone sul banco. Cioè, non una canzone sul tema banco, intendo scritta proprio SUL banco, matita su legno. Però poi come te la metto nella cassetta delle lettere?
Cerco cose da dirti mentre fisso i calzini. Farti ridere o metterti una corona? Succo o birra? Personaggi giocattolo.
Hai finito con i flussi di coscienza? Scriviamoparoleacasosuimuridai. Pastelli o pennarelli?
Domande per far passare il tempo in periferia. (Quanto fa periferia il concetto di periferia?)
Te li ricordi i pomeriggi in periferia? Che i vestiti sono presi da armadi vecchi e il tempo è un campo di granoturco. Verde-basso-alto-pannocchie-dovremmoprendernequalcuna-basso-riposo.
Gli alberi ora sono rossi. Mancano i pomeriggi da calzini e cielo desaturato.
Forse basta dirti appallottolata.

Sedia e Cuscino

1 Ott

Ho origliato un dialogo tra la tua sedia e il tuo cuscino.

SEDIA: Ti dico che è con me che dà il meglio.
CUSCINO: A me concede di abbracciare la sua mente e massaggiare i suoi sogni. Mi affida la cosa più importante che ha! A te dà le chiappe!
SEDIA: E dici poco? È con quelle che si fanno i follower!
CUSCINO: Quando sta con me ne chiede sempre di più: “Dai, ancora cinque minuti…”
SEDIA: Con me fa le cose più importanti: lavora, mangia, pianifica il futuro…
CUSCINO: La fai faticare! Vuoi mettere quanto sia più bello il riposo?
SEDIA: Su di te sbava!
CUSCINO: È sinonimo di fiducia.
SEDIA: Certo: chiami l’idraulico per riparare il boiler e per dimostrargli che hai fiducia nelle sue capacità, lo riempi di saliva…
CUSCINO: Ho visto parecchi film porno che iniziano proprio così!
SEDIA: Sei un cuscemo.
CUSCINO: E tu sediota.
SEDIA: È una gara all’insulto col peggior gioco di parole?
CUSCINO: Sono temprato da parecchie battaglie di cuscini.
SEDIA: Con me stringe conoscenze.
CUSCINO: Con me fa l’amore.
SEDIA: Sei pesante.
CUSCINO: Sono fatto di piume.
SEDIA: Con me passa metà del suo tempo.
CUSCINO: Con me l’altra metà.
SEDIA: Se dovesse scegliere di tenere solo uno di noi due, chi pensi che sceglierebbe?
CUSCINO: Non si può avere solo il giorno o solo la notte.

Beati loro che passano sempre tanto tempo con te!
Concedimi di essere per te sedia e cuscino.

il momento del risveglio

1 Gen

Oggi vorrei parlarti di quella parte del Capodanno non festaiola, coi botti e i balli, ma quella successiva, del risveglio il mattino dopo. Quel momento in cui la mente ancora lotta tra i sogni e il momento di tornare in questa realtà.
È un attimo in cui il tempo si dilata e si restringe senza controllo.
Rivivi ancora le emozioni dell’ultima sera dell’anno, mescolate col silenzio del nuovo giorno, il tutto impastato dalle fantasie che sintetizza il cervello.
Un vortice di vecchio e nuovo, di vissuto e da scoprire.
Una macchina passa pigra giù in strada, luci e ombre filtrano scorrendo sul soffitto.
Colori – Bianco e nero.
Cerchi di scacciare i pensieri brutti, ti sforzi di danzare sul lento ritmo del tuo respiro.
Ti allunghi nel letto e incontri un altro respiro. È quello della persona che ti protegge e ti solleva, la persona che hai scelto di avere al tuo fianco (poi dipende pure da quanto hai bevuto la sera prima…).
Le mani si incontrano, le gambe si intrecciano.
La danza dei respiri si fa più sorridente.
Ora puoi e vuoi aprire gli occhi, e guardi quel viso morbido. Occhi che sognano la tua serenità.
Le emozioni sono ancora decise altrove.
Però sai che sarà un buon anno.

everyone says i love you

1 Dic

È una canzone con l’ukulele
che ti vorrei cantare
su una barchetta
che segue il flusso.
È ciò che dicono tutti.
È un disegno
che vorrei donarti
disegnando male
con un pastello a cera.
È ciò che dicono tutti.
È un respiro
di quando si comincia a sognare
e siamo insieme
abbracciati.
È ciò che dicono tutti.
È il sole
che entra dalle persiane
quando ci svegliamo tardi
e va tutto bene così.
È ciò che dicono tutti.
È quella canzone che…
È ciò che dicono tutti.
È vero.
Però io lo dico a te
e tu lo dici a me.
e tutto ha più senso

cercarsi tra le righe

1 Nov

Guardarsi senza comunicare.
Scriversi senza consegnare.
Pensarsi senza ammettere.
Cercarsi tra le righe.
Disperatamente.
Ci siamo.
Non ci siamo.
“Questa è sicuramente per me!”
Ci illudiamo, ci convinciamo.
Neghiamo.
Lontani e vicini.
Nelle canzoni.
Nei segni.
Siamo ciò che desideriamo.
Prendi.
Dai.
Vai.
Sai.
Mai.
Più.
– o meno.
Circa, ecco.
Così.
Basta (volere) che funzioni.

la lista del buongiorno

1 Ott

Apri gli occhi e sorprenditi coi giochi di luce sul soffitto.

Alzati e incontrati con un buongiorno sorridente allo specchio.

Metti della musica. La riproduzione casuale saprà darti esattamente ciò di cui hai bisogno.

Lascia che la finestra ti riempia il petto.

Gusta il profumo del caffè.

Leggi qualcosa e fai un piccolo disegno.

Sii carta bianca quando inizi la giornata.

Non scappare dalla malinconia, perché è preziosa e bellissima.

Lo so, sarebbe tutto più bello se lo facessimo insieme.

E infatti sono qui con te.

 

e poi boh, ti sorrido

1 Set

Ti sorrido.
Ti scrivo.
Cercherò di scriverti poche parole.
Guardati attorno.
Lo stai facendo? Se lo stai facendo però non riesci a leggere la mia domanda… Quindi ok, non rispondere, guardati attorno.
Stai in silenzio. Ascolta ciò che vedi. Respira.
Suona bene tutto insieme, vero?
Guarda l’aria.
Guarda i colori.
Sono belli, vero?
Ecco, tu mi sai fare respirare i colori.
Bello provare belle cose nei tuoi confronti.
Mi spiace non poterci lasciare sorprendere ogni giorno da queste belle cose che provo nei tuoi confronti.
Mi spiace proprio non poter scrivere insieme tutte quelle fantasie. Stroncate prima della partenza.
Sorrido pensandoti. Ancora.
Potrei rimpiangerti ancora di più.
Ma nella mia fantasia stiamo facendo tante cose, in universi che inventiamo noi.
Sono felice che tu sia felice anche nella realtà.
io sono più bravo a rendere felici nella fantasia.
E poi boh, ti sorrido.

le lucine lontane

1 Lug

Chissà perché ci piacciono sempre le lucine lontane.
Che siano piccole lampadine, stelle o paesaggio… ci fanno sempre dire: “ohh, ma che belle le lucine lontane!”
Forse sembrano una piccola misteriosa speranza nella buia notte, che è sempre così strana…
La notte è intima e diversa per ogni persona, per ogni lucina: in fondo, la notte la si vive sempre soli.
Tranne quando siamo insieme tu e io: possiamo essere in qualsiasi posto della galassia, ma se dormiamo insieme, siamo sempre a casa, e mai soli.
E per te vorrei essere questo; ovunque sarai, in qualsiasi notte buia, stai tranquilla e guarda verso di me: sarò la lucina lontana che ti indica la tua casa.

lavorare insieme

1 Giu

Lavorare insieme,
fare notte
cercando un’idea,
e l’idea è
essere insieme.

Siamo una cannonata,
ma anche un cannoncino – in quanto dolci.
Siamo un carro armato.
Siamo un colibrì.
Siamo un aquilone
e ci allontaniamo stando qui.

Sono te,
sei me,
siamo sette,
siamo saette,
siamo gatti,
siamo matti,
siamo fatti
di battiti di cuore.

la malinconia dell’andare a mangiare un panino di notte

1 Mag

Sai, a volte capita che fai tardi certe sere, e diventano notti. Sei in compagnia di qualcuno e il tempo scivola sull’orologio. Ti concentri sul suono delle parole, e poi ti accorgi che è l’unico suono rimasto, perché la città si è spenta.
Ogni tanto una macchina che scappa dalla sua storia.
Poi solo lampioni.
Siamo rimasti solo tu e io in questa città che è il centro del mondo. E tutto il peso del mondo, di notte, si concentra qui, sulle nostre spalle.
Passeggiamo.
Ce lo prendiamo un qualcosa da mangiare?
Entriamo dalla porta in vetri ed eccoci in mezzo ai malinconici come noi: qualche lavoratore che ha finito il suo turno nella solitudine, qualcuno vestito male che barcolla e accanto qualcuno vestito stranamente elegante; nessuno giudica, ognuno ha avuto la sua serata.
Un panino di notte ha tutto un altro sapore. E molto più farcito – da cose invisibili.
Torniamo ai nostri lampioni e, parlando, capitiamo in un posto speciale. Non lo conoscevo io, non lo conoscevi tu, ma da oggi per noi sarà un posto speciale.
Il fare l’alba chiacchierando davanti a un ponte sconosciuto.
Davanti e sotto alla vastità del tempo, perché di notte ci si confronta con le stelle. Tutto il peso del mondo, di notte, si concentra qui, sulle nostre spalle. Ma, stando insieme, questo peso è più leggero.

Cheddici, facciamo anche colazione insieme?
E anche tutte quelle a venire?