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una barchetta sotto il cielo stellato

1 Nov

Il mare sembra nero, ma è blu.
E le nuvole sono disegni.
Non ti preoccupare.
Non avercela con loro.
Non avercela con nessuno.
Goditi questo momento di silenzio in cui sei con te. Tu e te.
Lenzuola fin sopra la testa.
Sotto, tutti i tuoi sogni.
Arcobaleni, storie, musiche e personaggi inventati.
Porta con te, su questa barchetta sotto il cielo stellato, tutte le cose che ti fanno bene, tutte le persone che ti vogliono bene. Tienile strette.
Non lasciare che la corrente le porti via.
Il mare sembra nero, ma è blu.
Cosa ti rimane di tutte le preoccupazioni? Nulla.
Cosa ti rimane di tutti i ricordi? Il Bello.

lo scoglio e il mare

1 Apr

Dovremmo trovare un piccolo borgo dove ritirarci ogni tanto. Dove siamo solo tu e io, e poche persone che sanno quanto la vita sia semplice, e quanto siano importanti i silenzi e i sorrisi.
Piccole case arroccate sugli scogli, per scampare al mare.
Pescatori, pittori e poeti. Frutta e verdura.
Scalette arrugginite.
Una piccola stanza, con una piccola finestra, che dà sul mare immenso. E il cielo.
Seguire il sole per dormire, tranne qualche eccezione, perché le stelle vanno vissute.
E respirare.
Il mare che si schianta sugli scogli.
Gli scogli che frenano il mare.
L’acqua si lancia impetuosa sullo scoglio, lo colpisce per smuoverlo dalla sua immobilità, per insegnargli la libertà.
Col tempo, la roccia cambia forma, perde i suoi spigoli.
Allo stesso tempo, contiene il mare e gli dà una figura, perché non avere limiti è insostenibile.
L’acqua accarezza lo scoglio.
È uno scambio.

le lucine lontane

1 Lug

Chissà perché ci piacciono sempre le lucine lontane.
Che siano piccole lampadine, stelle o paesaggio… ci fanno sempre dire: “ohh, ma che belle le lucine lontane!”
Forse sembrano una piccola misteriosa speranza nella buia notte, che è sempre così strana…
La notte è intima e diversa per ogni persona, per ogni lucina: in fondo, la notte la si vive sempre soli.
Tranne quando siamo insieme tu e io: possiamo essere in qualsiasi posto della galassia, ma se dormiamo insieme, siamo sempre a casa, e mai soli.
E per te vorrei essere questo; ovunque sarai, in qualsiasi notte buia, stai tranquilla e guarda verso di me: sarò la lucina lontana che ti indica la tua casa.

la malinconia dell’andare a mangiare un panino di notte

1 Mag

Sai, a volte capita che fai tardi certe sere, e diventano notti. Sei in compagnia di qualcuno e il tempo scivola sull’orologio. Ti concentri sul suono delle parole, e poi ti accorgi che è l’unico suono rimasto, perché la città si è spenta.
Ogni tanto una macchina che scappa dalla sua storia.
Poi solo lampioni.
Siamo rimasti solo tu e io in questa città che è il centro del mondo. E tutto il peso del mondo, di notte, si concentra qui, sulle nostre spalle.
Passeggiamo.
Ce lo prendiamo un qualcosa da mangiare?
Entriamo dalla porta in vetri ed eccoci in mezzo ai malinconici come noi: qualche lavoratore che ha finito il suo turno nella solitudine, qualcuno vestito male che barcolla e accanto qualcuno vestito stranamente elegante; nessuno giudica, ognuno ha avuto la sua serata.
Un panino di notte ha tutto un altro sapore. E molto più farcito – da cose invisibili.
Torniamo ai nostri lampioni e, parlando, capitiamo in un posto speciale. Non lo conoscevo io, non lo conoscevi tu, ma da oggi per noi sarà un posto speciale.
Il fare l’alba chiacchierando davanti a un ponte sconosciuto.
Davanti e sotto alla vastità del tempo, perché di notte ci si confronta con le stelle. Tutto il peso del mondo, di notte, si concentra qui, sulle nostre spalle. Ma, stando insieme, questo peso è più leggero.

Cheddici, facciamo anche colazione insieme?
E anche tutte quelle a venire?

ti farò innamorare

1 Set

Tutto ciò che guardi è importante per me.
La forma dei tuoi occhi accarezza la realtà in maniera consolante e saggia.
A quella forma vorrei mostrare le stelle più lontane.
Non è una sfida. E nemmeno un desiderio. È proprio una necessità.
Cosa c’è di più bello?
Ho bisogno di vedere il tuo viso sorprendersi e nutrirsi di cose belle.
Puoi arrivare ovunque, ma io posso portarti ancora oltre.
Ci sono posti segreti che solo io conosco, e cieli dove solo la mia fantasia può condurti.
Ti prenderò per mano e ti accompagnerò su un aereo che non ti aspettavi, ma che ci sta aspettando.
E durante il volo non dovrai nemmeno scegliere tra “dolce o salato”: potrai avere entrambi.
Ti stupirò ogni volta che tornerai a casa, con dei regali inventati per te.
Disegnerò acquerelli sul tuo corpo.
Inventerò ricette e giochi per te. E vivremo le ricette come giochi, e viceversa.
Tutto ciò che faremo insieme sarà seriamente un gioco.

Ci insegneremo a vicenda a modellare le nuvole.

Oh, che poi possiamo pure fare delle cose più semplici, come bere un bicchiere d’acqua insieme… Però sarebbe un’acqua buonissima.

guardare i tramonti su quest’isola

1 Ago

Era da un po’ che non ci sentivamo, vero?
Eppure sembra ieri…
Ricordo l’ultima estate che abbiamo passato insieme. L’unica.
Poi spariti.
Le nostre vite ci hanno divisi.
Ed ora eccoti lì, a un tavolino che dà sul mare, sorseggiando un aperitivo con un cappellino di paglia.
Sei proprio come ti ricordavo.
Siamo tornati entrambi su quest’isola, proprio questa estate, dopo tanti anni… Il caso è davvero il miglior sceneggiatore…
Mi siedo qui, su questo muretto, e ti guardo. Ricordi? In quella vacanza guardavamo sempre il tramonto da questo punto…
Il tuo sguardo cerca all’orizzonte cose che non sa.
E mi sono sempre piaciute anche quelle tue labbra, che per ogni mio stato d’animo sapevano quali parole dedicarmi.
Ho scelto sempre la stessa crema doposole da quell’estate, sai? Mi fa rivivere quelle stelle… E ora sento quel profumo e ti ho davvero davanti agli occhi ancora una volta… Mi ritrovo a sorridere.

Ok, è il momento: mi guardo attorno, mi sistemo i capelli al meglio delle mie possibilità e faccio un passo verso di te, giusto il tempo per vedere che ti si avvicina un ragazzo e ti sfiora la spalla. Ti volti, lo guardi, sorridi. Ti alzi, e mentre le tue braccia avvolgono il suo collo, le tue labbra si concedono alle sue.
Poi ti inginocchi a pulire la bocca impiastricciata di gelato del bimbo che tiene per mano.

Dal porto annunciano che il mio traghetto sta per partire.
Il sole tramonta sulle case di questa nostra isola.

alberi

1 Mar

Guardo le macchine passare.
Ogni tanto ai finestrini c’è qualcuno che guarda anche me.
Bambini perlopiù.

Sto immobile e guardo il susseguirsi delle stagioni.
Non posso muovermi: le mie radici sono qui. E di certo non sono famoso per i miei viaggi…
Il vento mi colpisce ma non ci do peso. Non mi interessa. Ne prendo atto, certo. Ma questa è la vita.
Come quando piove: guardo con stupore ogni goccia che mi colpisce, la guardo accarezzarmi e lasciarmi per cadere. E guardo evaporare ciò che ne resta su di me.
Rimango solo io.
Non è passività, o tristezza, bensì serena rassegnazione a ciò che è.
Anche le gocce sanno che dovranno cadere. Accettano e gioiscono del loro essere gocce.
Quanta gioia quando il sole sorge risvegliando tutto, e quanti pensieri quando se ne va spegnendo tutto.
Chiuso in me stesso, non mi è dato di condividere i miei pensieri.
Guardo tutto da qua. Guardo tutti da qua.
Tante vite scorrono senza saperlo. Non guardano, non badano.

Ripeto, non sono triste. Accetto.
Ok, sì, delle volte vorrei vedere anche solo cosa c’è al di là della collina. O scoprire com’è il mondo visto da laggiù.

Una ragazza, passando in macchina ha gettato un foglietto con scritto:
“Oggi ho scoperto che mi piacciono tantissimo gli alberi che si stagliano in cielo.
Anche quelli brutti e spogli.
(anzi, forse più di tutti mi piacciono proprio quelli brutti e spogli!)”.

Per fortuna ogni tanto i tuoi rami si intrecciano coi miei.