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guardiamo avanti insieme

1 Lug

Sento che sei vicina. Guardo fisso davanti a me, sono emozionato… mi sto agitando. Spero che da fuori non si noti.
Sono capitato qui per caso, accanto a te. O forse l’ho desiderato così tanto che si è avverato? Io non sapevo nemmeno della tua esistenza fino a poco tempo fa, ma dentro di me speravo davvero molto di provare questa sensazione nella mia esistenza… Sono stato in grado di influire sul caso? È possibile? O forse era già tutto scritto? Serve a qualcosa farmi queste domande?
Ero da tutt’altra parte, e anche tu, poi una mano ci ha afferrati e ci ha messi qui, uno vicino all’altra.
Su questa mensola.
Siamo solo un oggetto accanto a un altro oggetto, eppure sono incredibilmente felice. Cioè, tu sei un manufatto bellissimo, intendiamoci. Io… beh, un oggetto. Anche un po’ sbeccato… però, dai, ha il suo fascino.
Da fuori siamo solo aggeggi inanimati e incapaci di scegliere, che possono solo subire passivamente. Qualcuno può pensare che la nostra condizione sia terribilmente triste… Eppure ovunque può esserci gioia.
Anzi, com’è possibile che la piccola quantità di legno di cui sono fatto riesca a contenere tutta questa felicità?
Anche a te farà piacere quanto a me? Riuscirò a renderti altrettanto felice per questa casuale unione? E se poi venissimo ancora divisi? Se tu finissi accanto a un altro coso e io fossi buttato via? Tutto è desiderio, e posso solo fare del mio meglio: ti racconterò tante storie e tante ne vedremo insieme.
Sono solo un soprammobile, non posso nemmeno voltarmi ad ammirarti… Entrambi rivolti verso questa stanza, non possiamo fare altro che guardare avanti.
E allora guardiamo avanti insieme.

discorso piatto

1 Apr

Le giornate si allungano. Eppure ti trovi sempre a cenare la notte. Non c’è nessuno, solo tu e il tuo piatto bianco – che ti fissa per essere riempito.
I piatti la notte sono meno gioiosi. Forse vorrebbero dormire.
Provi a rasserenarlo con della musica. Bassa e tranquilla.
Canzone delle case storte.
Il piatto ti domanda: “Fumare serve a guardare il paesaggio?”
Gli rispondi disegnando lettere col pennello sulla carta bianca. Parole brevi come macchie: la luna, le fasi, i crateri, i dinosauri, gli animali, le storie attorno al fuoco per addormentarsi senza paura.
“Senti, ma lo vogliamo fare un discorso filato, almeno una volta?”
Forse è sempre meglio evitare di discutere con un piatto che tieni sveglio la notte, potrebbe essere scontroso. Rischi che tiri fuori roba che nascondi sotto al cuscino. E lì come svicoli?
“Tisana?” gli dici. “Va bene” fa lui.
Gli oggetti sono scaltri, mica li freghi facilmente.
Ti metti comodo e lasci che sia.

Meglio conoscere o inventare?
Gli uccellini hanno sempre canzoni da cantare.

vorrei regalarti un silenzio da disegnare

1 Set

La bellezza di essere due. La bellezza di essere un due. Quel due unico.
Stare in silenzio e capirsi.
Mandarsi baci con gli occhi.
Quante parole spese, quanti silenzi non disegnati.
Vorrei farti un regalo.

Penso, freno, traccio, taccio, sudo, suono, piango.
E l’oceano continua a muoversi con tutta la sua pazienza.
Le barche delle saghe, le lacrime delle pagine, le morti degli innamorati.
La terra finalmente può stare immobile di notte. Le rocce erodono.
Nero con una spruzzata di stelle bianche.
Silenzio e un sassolino che viene soffiato in mezzo alla strada. Solo, si stupisce del chiarore del buio. Osserva la luna e sogna di diventare così, da grande.
Due fari. Uno pneumatico. Un’altra storia.

Le tartarughe dormono.
Le balene cambiano lo scintillio dell’acqua.
I pappagalli ripongono i colori.
Un gatto che profuma di spezie.
E i marinai sospirano tra il legno.

Solo le penne si trovano a pensare.
Le storie e la matematica: invenzioni per rubarti un sorriso. Quella è casa mia.

musicassetta

1 Feb

Ogni tanto cerco di fare un po’ di ordine. In casa come in testa.
Stavo spostando libri e scatole, ed è spuntata una musicassetta.
È di quelle vuote, da registrare, quindi forse c’è registrato qualcosa, ma è senza etichetta e non so cosa possa contenere.
Come faccio ad ascoltarla? Neanche in macchina ho più un mangianastri.
Me la rigiro un po’ fra le mani, e ripenso a quando avevo quindici anni di meno. Rivedo quel ragazzino tanto lontano da me. Mi ascolto cantare canzoni che mi fanno fantasticare emozioni che non conosco, e mi guardo sognare un futuro che non so nemmeno immaginare. Pettinature, felpe, colori, lacrime e batticuori. Soffrire per piccoli amori, così grandi da non stare in quel corpicino.
Le emozioni non ci stanno mai. Forse per questo traboccano in poesia.

Cerco tra le scatole: walkman. Ci sono anche le cuffie – con l’asticella di metallo.
Recupero le stilo.
Metto la cassetta.
Mi sdraio per terra.
Rew.
Play:
“…Ciao. Chissà se un giorno ti incontrerò… E chissà se ascolterai questa cassetta. Però sto tenendo questo diario per te, perché vorrei mi conoscessi anche come sono oggi, adolescente. Vorrei ci conoscessimo in ogni fase delle nostre vite. Perché ho tante cose da dirti, e tante cose che vorrei ascoltare da te, che una vita non basta. Oggi è una bella giornata… e lì, mentre mi ascolti, che giornata è? Sorridi? Siamo insieme? Stiamo sorridendo? Oggi, qui, ancora non ti conosco… ma so già che ci tengo molto ai tuoi sorrisi.
E questa canzone è per te…”

Rec

le lucine lontane

1 Lug

Chissà perché ci piacciono sempre le lucine lontane.
Che siano piccole lampadine, stelle o paesaggio… ci fanno sempre dire: “ohh, ma che belle le lucine lontane!”
Forse sembrano una piccola misteriosa speranza nella buia notte, che è sempre così strana…
La notte è intima e diversa per ogni persona, per ogni lucina: in fondo, la notte la si vive sempre soli.
Tranne quando siamo insieme tu e io: possiamo essere in qualsiasi posto della galassia, ma se dormiamo insieme, siamo sempre a casa, e mai soli.
E per te vorrei essere questo; ovunque sarai, in qualsiasi notte buia, stai tranquilla e guarda verso di me: sarò la lucina lontana che ti indica la tua casa.

guardare le albe da questa casa

1 Set

Quando si rientra dalle vacanze sembra di affrontare un altro mondo. Si è cambiati; il posto in cui si vive lo si riconosce, ma è come se lo si guardasse da lontano. Per un po’ i polmoni respireranno ancora l’aria di quell’isola in cui hai passato le ultime settimane.
L’estate è il periodo in cui si può finalmente pensare solo a vivere, per questo i rapporti estivi sono quelli che lasciano di più il segno. Sono forse più sinceri dentro di noi.
Anche per questo spesso le vacanze si rivelano decisive per far funzionare un rapporto o portarlo a una conclusione.

Purtroppo a questo giro rientri sola. Con lui non ha funzionato. Da un po’ cercavate di convincervi che potesse andare,  nonostante gli scricchiolii… ma hai dovuto essere onesta, e salutare lui e il suo bambino (peccato, ti ci stavi affezionando…).
È sempre difficile chiudere, per un po’ le labbra sembreranno dover riscoprire come si sorride.
Entri in casa, ed è come la ricordavi, solo un po’ meno luminosa.
I tuoi occhi si erano ormai abituati alla luce del sole su quell’isola… Quell’isola in cui guardavamo i tramonti noi, e che ha visto tramontare anche voi…
E, forse proprio perché ci avevi passato una vacanza con me, uno degli scorsi giorni ti è pure sembrato di vedermi lì, di spalle andare verso il porto… Gli scherzi che gioca l’estate.
E la tua mente torna a me, come un po’ faceva durante i tramonti su quell’isola…

Fai una cosa che non facevi da settimane: accendi il computer.
Controlli la posta.
C’è una mia lettera.
Si intitola “Cose Per Te”.