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la musica della luce

1 Feb

Sono in macchina. In coda. Nell’auto davanti a me, attraverso il lunotto, vedo lo specchietto retrovisore: riflesso c’è un frammento di viso che mi ricorda te.
Vorrei scrivertelo.
Lo annoto qui.

Penso a come sarebbe essere in quella macchina con te. In un viaggio. Verso chissà dove, non è importante. L’importante è voltarmi verso di te, e vederti lì, a viaggiare con me, verso chissà dove.
La musica.
Musica.

Canzoni casuali.
Canzoni per te.
Una canzone per te.
Tu e la musica e il paesaggio che scorre fuori dal finestrino.
La luce del sole al tramonto. Attorno a noi e a colorare la tua espressione.
Canzoni trash da cantare forte.
Canzoni di colonne sonore di film che hanno fatto da colonna sonora alla nostra vita. E ora a questo momento.
Ormai che ho imparato a sognare non smetterò.

Vorrei ritrarti in infiniti modi. Vorrei farlo con la musica. Potrei provarci con le parole.

Vorrei farti il ritratto di un viaggio in macchina.

elencanzone

1 Giu

Ascolterai queste parole per te,
penserai a un sorriso,
la città si riempirà di musica.

Il traffico mandandoti messaggi
Le canzoni urlate al semaforo
Le foglie a forma di cuore
Pozzanghere da saltare
Il mio piede sempre in una pozzanghera
Le città che diventano nostre
Il sole che ti colora
Vederti nelle persone che camminano per strada
Passeggiare sorridendo
Il mare in lontananza
Che uccello è quello?
Inventiamogli un nome
Un nome per noi due
Una playlist col nostro nome
Conservare i biglietti del cinema
Gli angoli dei marciapiedi con storie che finiscono
Jazz. Credo. Malinconico
Parole scritte e frigorifero
Cosa guardiamo stasera?
Le tue gambe nude
Sul letto
Come devono stare ‘ste lenzuola?
Provare le nuove battute con te
Il tuo sorriso
Il tuo mento quando piangi
Baciare le tue lacrime
Il naso nella guancia
Surgelati
Padella
Verdure?
Cucini tu? Cucino io?
Ok, pizza.

ottone

1 Apr

Una tromba suona nella notte.
Tu fumi sul balcone. Non ho mai gradito molto il fumo, ma tra le tue labbra assume un fascino orientale.
Fuori la notte si trascina. La luce della finestra sembra la porta di un altro mondo su questo nero; il nostro mondo.
Un quadrato giallo nel nero.
Dall’altra parte del cortile altri quadrati nel buio.
Altre storie.
Un bambino piange da qualche parte.
La tromba suona.
Socchiudi gli occhi, e inizi a cantare.
Voce, tromba, bambino, notte, città.
Un concerto per questo cortile. Un concerto diverso per ogni ascoltatore. Nessun ascoltatore fortunato come me però: ho il posto migliore.
La tua bocca canta con la disperazione di mille storie che necessitano di essere ascoltate. Storie di altre epoche, storie di altri spazi.

Poi i tuoi occhi decidono che è il momento di prendermi per mano e condurmi in cucina. Seguo i tuoi drappi che nuotano sulle note di ottone.
Mi mostri una piccola scatolina, piena di bottoni. Sono bottoni tutti diversi, alcuni più nuovi, alcuni più usurati. Ne prendi uno alla volta e, per ognuno, mi racconti una favola.

Mentre mi conduci per questi viaggi, il nero fuori dal nostro quadrato comincia a farsi più chiaro. La tromba smette di suonare, le danno il cambio gli uccellini.
Questi suoni saranno per altri quadrati, che racconteranno altre storie con altre note: noi ci addormentiamo abbracciati.

microfono

1 Feb

Guardi i rami scorrere fuori dal finestrino. Sembrano chiedere aiuto al cielo, con quelle dita così secche… Ma scorrono. Neanche il tempo di immaginare le loro vite.
Gli alberi stanno sempre lì.
La tua attenzione si sposta poi alla luna, che sembra deriderti.
Torni con la mente dentro alla macchina. Che canzone c’è alla radio? Questi sedili in pelle devono essere così rumorosi? Quanto manca all’arrivo?
L’autista cerca di attaccare un po’ bottone. Gli stronchi ogni speranza a monosillabi.
I pensieri tornano a viaggiare fuori dal finestrino, nel buio.

Scendi dalla macchina, sul retro degli studi. Ci sono persone sorridenti ad accoglierti. Ricambi i sorrisi senza approfondirli.
Ti accompagnano in camerino, dove costumiste e truccatrici ti riempiono di complimenti. Ringrazi.
E non hai ancora fatto niente.
Ti vestono, ti truccano, ti parlano, ti accompagnano, ti raccontano, ti intrattengono senza riuscire a imbrigliare i tuoi pensieri, che sono ancora su quei rami.
Arriva il tuo momento, ti caricano ed entri in scena sulla musica.
Vedi i volti delle prime file deformarsi dall’entusiasmo, gli applausi riempiono le tue orecchie, i tuoi occhi sono pieni di immagini che non vedi… Conosci la canzone, conosci le note: il tuo corpo si muove in automatico.
Primo ritornello, tutto il pubblico canta con te, più forte di te; lasci che le loro voci spingano il tuo corpo nella danza. La tua testa segue il tempo, a destra, poi a sinistra – eccolo! –, a destra e a sinistra, – eccolo di nuovo!
Continui la canzone, mentre i tuoi occhi cercano conferme di quel sorriso: è proprio lì, nella terza fila!
Sì, sono io.
Sono venuto a vederti. Sono venuto a cantare con te.
La tua mente torna qui, e ora.
Balliamo insieme.
Siamo solo tu e io.
Nelle note e nelle parole che abbiamo scritto insieme.
Secondo ritornello, senti solo la mia voce, la senti uscire dalle mie labbra. Mi accarezzi col tuo sorriso.
La band conclude il brano. Gli applausi ti investono, un disannuncio ti costringe a lasciare la scena, ma vorresti cantare ancora, ora sì che hai voglia di musica!
Tutti sono entusiasti dietro le quinte, e un’ondata di complimenti ti spinge di nuovo in macchina, in salvo da orde di fan esaltati.

Eccoti di nuovo in quelle serpeggianti strade.
Chissà quando ci rivedremo…
Nel buio i rami ti salutano. Sopra di loro la luna.
Le sorridi.
Ti sorride.
È per questo che hai iniziato a cantare.