Tag Archives: bacio

Polaroid

1 Dic

Qui stai passeggiando sotto la pioggia, nel parco. Bianco e nero.
Qui stai ascoltando un vinile. Jazz.
Qui stai stendendo un lenzuolo bianco per proiettarci sopra un vecchio film.
Qui stai scrivendo con la macchina da scrivere. Trasportata dal suono dei tasti e dalle fantasie fuori dalle finestre.
Qui stai provando a disegnare.
Qui stai leggendo una cosa buffa e sorridi.
Qui stai leggendo.
Qui stai sorridendo.
Qui stai mangiando una cosa che ti piace.
Qui sei sorpresa. Con gli occhi luminosi.
Qui stai saltellando.
Qui stai passeggiando in un museo.
Qui stai pensando, socchiudendo gli occhi.
Qui stai guardando in su.
Qui stai riposando.
Qui sei tu.

Ho scattato tutte queste fotografie dei momenti in cui ti darei un bacio.

se il tempo si potesse fermare

1 Gen

10
9
8
7
Come vorrei riavvolgere il tempo…
7
8
fino alla prima volta che ti ho dato un bacio
10
Ma non posso
10
9
8
7
Il tempo scivola inesorabile fino alla fine
5
di tutto
3
Come vorrei fermare il tempo…
1
1
1
1
nell’attimo prima di baciarti
1
1
1
Assaporarci
1
Sempre
1
Per sempre
1
Così
1
E invece
ti bacio ora,
per poterti baciare ancora
e ancora,
e ancora.
Come prima,
come ora,
come poi.
Sorprendendoci.

narici

1 Dic

*
e
tu
sei
sempre
più vicina.
Passeggi piano
sotto questo cielo grigio.
Lucine, brina, pensieri e vapore.
Riempi i polmoni con un sorriso e socchiudi gli occhi.
Goditi le carezze di una mano leggera sulla fronte e sulle guance.
Il bordo delle narici si fa più freddo quando entra l’aria.
Mi piace quando ci regaliamo storie.
Dentro di noi c’è caldo.
Ti stringo a me
e voglio darti
un piccolo
ba
ci
o
*

 

guardare i tramonti su quest’isola

1 Ago

Era da un po’ che non ci sentivamo, vero?
Eppure sembra ieri…
Ricordo l’ultima estate che abbiamo passato insieme. L’unica.
Poi spariti.
Le nostre vite ci hanno divisi.
Ed ora eccoti lì, a un tavolino che dà sul mare, sorseggiando un aperitivo con un cappellino di paglia.
Sei proprio come ti ricordavo.
Siamo tornati entrambi su quest’isola, proprio questa estate, dopo tanti anni… Il caso è davvero il miglior sceneggiatore…
Mi siedo qui, su questo muretto, e ti guardo. Ricordi? In quella vacanza guardavamo sempre il tramonto da questo punto…
Il tuo sguardo cerca all’orizzonte cose che non sa.
E mi sono sempre piaciute anche quelle tue labbra, che per ogni mio stato d’animo sapevano quali parole dedicarmi.
Ho scelto sempre la stessa crema doposole da quell’estate, sai? Mi fa rivivere quelle stelle… E ora sento quel profumo e ti ho davvero davanti agli occhi ancora una volta… Mi ritrovo a sorridere.

Ok, è il momento: mi guardo attorno, mi sistemo i capelli al meglio delle mie possibilità e faccio un passo verso di te, giusto il tempo per vedere che ti si avvicina un ragazzo e ti sfiora la spalla. Ti volti, lo guardi, sorridi. Ti alzi, e mentre le tue braccia avvolgono il suo collo, le tue labbra si concedono alle sue.
Poi ti inginocchi a pulire la bocca impiastricciata di gelato del bimbo che tiene per mano.

Dal porto annunciano che il mio traghetto sta per partire.
Il sole tramonta sulle case di questa nostra isola.

frecce

28 Mar

Cinguettii.
Apri gli occhi. Piano. Con diffidenza permetti alla luce di varcare le tue palpebre. Ruoti gli occhi, non riconoscendo la stanza in cui ti sei svegliata. “Ah già, sono qui”, ricordi. Resti ferma ancora un poco, mettendoti alla prova: no, non ti addormenti più; bene, è ora di alzarsi.
Allunghi la mano, verso quel cuscino che dovrebbe ospitare la mia testa… E invece incontri della carta. Le tue sopracciglia sono sorprese. Afferri il foglietto, c’è scritto qualcosa: “Buongiorno! Segui la freccia!”.
Il tuo naso sorride.
Ti metti a sedere fra le lenzuola, e trovi un altro biglietto sul letto, una freccia; indica la porta chiusa. Fissando la freccia ti alzi, ipnotizzata dalla curiosità, vai verso la porta. Sulla maniglia c’è un altro foglietto: “Dai, apri la porta!”.
Afferri la maniglia, apri.
A terra c’è un’altra freccia, indica il corridoio. Lo percorri, e a terra ci sono altre frecce, che ti portano al bagno. Sul lavandino un’altra scritta: “Chennedici di lavarti i denti?”. “…e certo…”, pensi tu, e vai ad afferrare il tuo spazzolino, ma al suo posto biglietto: “Torno subito”.
Alzi lo sguardo disarmata verso lo specchio, e anche lì: “Ehi, ma che bella ragazza che c’è qui riflessa!”.
Esci dal bagno, alla ricerca del tuo spazzolino, e in corridoio le frecce hanno cambiato direzione. Accanto alla prima: “Non vorrai smettere di seguirci?!”.
Segui la nuova rotta. Ti avvicini al salotto, la luce si promette più forte attraverso le grandi finestre; ti fai coraggio, svolti l’angolo e affronti la luminosità. Ti abitui al sole, ed eccomi lì, seduto sul divano, occhi chiusi.
Qualcosa dentro di te senti che mi saluta.
Ti avvicini.
Ho qualcosa sulla bocca, ennesimo post-it: “Sì, lo voglio”.
Lo scosti per trovare le mie labbra; altro post-it: “Non vorrai mica baciarmi senza esserti lavata i denti?!”.
Lo togli; un altro: “Vabbè, dai, ma solo perché sei tu, eh!”.

Togli anche quest’ultimo.