Archivio | Mag, 2016

la malinconia dell’andare a mangiare un panino di notte

1 Mag

Sai, a volte capita che fai tardi certe sere, e diventano notti. Sei in compagnia di qualcuno e il tempo scivola sull’orologio. Ti concentri sul suono delle parole, e poi ti accorgi che è l’unico suono rimasto, perché la città si è spenta.
Ogni tanto una macchina che scappa dalla sua storia.
Poi solo lampioni.
Siamo rimasti solo tu e io in questa città che è il centro del mondo. E tutto il peso del mondo, di notte, si concentra qui, sulle nostre spalle.
Passeggiamo.
Ce lo prendiamo un qualcosa da mangiare?
Entriamo dalla porta in vetri ed eccoci in mezzo ai malinconici come noi: qualche lavoratore che ha finito il suo turno nella solitudine, qualcuno vestito male che barcolla e accanto qualcuno vestito stranamente elegante; nessuno giudica, ognuno ha avuto la sua serata.
Un panino di notte ha tutto un altro sapore. E molto più farcito – da cose invisibili.
Torniamo ai nostri lampioni e, parlando, capitiamo in un posto speciale. Non lo conoscevo io, non lo conoscevi tu, ma da oggi per noi sarà un posto speciale.
Il fare l’alba chiacchierando davanti a un ponte sconosciuto.
Davanti e sotto alla vastità del tempo, perché di notte ci si confronta con le stelle. Tutto il peso del mondo, di notte, si concentra qui, sulle nostre spalle. Ma, stando insieme, questo peso è più leggero.

Cheddici, facciamo anche colazione insieme?
E anche tutte quelle a venire?